La lettera del ministro Bondi: un affronto o un’occasione?

Si è fatto un gran parlare della lettera di Sandro Bondi (Ministro per i Beni e le Attività culturali) a Il Foglio. Un modo inusuale di esprimere un parere. Non tramite i soliti microfoni delle TV, puntualmente amplificati dai quotidiani, ma con una lettera a un giornale che vende 20.000 copie (Corriere e Repubblica insieme passano il milione…).

Con la pubblicazione della lettera si è sollevato un piccolo polverone. Gli artisti hanno risposto. C’è chi non si è sentito chiamato in causa o ha preferito tacere, altri hanno risposto per le rime, alcuni si sono stracciati le vesti di fronte a tanta sincerità e arditezza, altri ancora sono andati o andranno in piazza.

Io, che artista non penso di esserlo, mi sono lasciato provocare da questa lettera sincera e diretta, fino a riflettere su cosa è arte e cultura e cosa no: quello che faccio è arte? è cultura? (Almeno tentativamente, si intende.)

Bondi cita Menandro: “liberamente servi e non sarai servo”. Forse è questo il punto. Volenti o nolenti, siamo tutti servi di qualcuno o qualcosa. È il padrone che fa la differenza.

Leggi la lettera a Il Foglio di Sandro Bondi

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