Mezz’ora prima di Italia – Paraguay

Sta per iniziare il Mondiale dell’Italia… tornando in auto dal lavoro, avevo lo stomaco asserragliato da tensioni inesprimibili. Le critiche, i tormentoni Balotelli e Cassano, le prestazioni deludenti, le scelte di Lippi, la sconfitta col Messico, il fallimento della Juve quest’anno… tutto nel mio stomaco, un’ora prima del calcio d’inizio.

La totale irrazionalità del tifo (soffrire per le sorti di 11 calciatori e 1 allenatore che non ho mai incontrati e, anche in caso di sconfitta, in una settimana si portano a casa il mio stipendio di un anno o più) in realtà svela fin dove può arrivare il cuore umano. Senso d’appartenenza, immedesimazione, teorica e utopica unione di intenti per raggiungere un obbiettivo comune: tutte cose astratte, non tangibili ma reali.

Il tifo è un po’ una metafora della vita: ci affanniamo per le piccole cose materiali (qualche euro in più) mentre quel che ci sostiene è l’intangibile: amore, amicizia, fede. Specie nelle avversità.

Questo è il momento delle avversità calcistiche: tutto e tutti sono contro di noi, contro i campioni del mondo! Per vincere il mondo non ci resta che stringerci a corte: “siam pronti alla morte, l’Italia chiamò!”.

PS: forse c’è ancora tempo per la battuta più brutta della giornata: oh Buffon, para i nostri guay!

http://www.youtube.com/watch?v=2o_jpbfUDfc

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