Uomini di Dio: per chi domanda e per chi cerca risposte

Sono entrato al cinema pensando di vedere la storia (vera) di 7 monaci cistercensi francesi ammazzati in Algeria nel 1996 dai terroristi islamici. Sarebbe stato un film quantomeno originale: di martiri non ne parla mai nessuno. Invece non avevo capito nulla, a cominciare da che cos’è il martirio.

Uomini di Dio – ma la traduzione letterale del titolo sarebbe Uomini e Dei – rovescia luoghi comuni, pone domande, mostra risposte. E lo fa a un tale livello di chiarezza, profondità e verità che è proprio difficile trovare nella storia della cinematografia una pietra di paragone (ci sarà sicuramente, mi auguro).

È inutile dire che un film del genere dovrebbe esser visto da tutti: cristiani, atei, musulmani, eschimesi, terroristi, pacifisti, politici, camerieri, scrittori, idealisti, carcerati, mafiosi, donne incinta, eccetera eccetera.
Perché? Perché mostra quanto può essere grande, bella e piena la vita di ogni uomo.

Non rivelo altro, ma vi lascio con una serie di domande. Se vi interessano le risposte, guardatevi il film!

  1. cosa ci fanno dei monaci cristiani in un paese musulmano?
  2. qual è l’atteggiamento dei musulmani verso i missionari cristiani?
  3. se minacciati dal terrorismo, ha senso rifiutare la protezione militare e restare nella propria casa?
  4. cosa c’entra la fede con quel che capita tutti i giorni? Aiuta a vivere od ostacola la ragione?
  5. ogni scelta è per forza una rinuncia?
  6. è un controsenso credere in Dio e avere paura della morte?
  7. si può vivere in comunità (o in comunione) senza rinunciare alle idee e ai sentimenti personali?
  8. cos’è veramente il martirio?
  9. non è che i cristiani, per una sorta di masochismo estremo, godano a farsi martirizzare?
  10. si può essere liberi in qualsiasi circostanza, anche sotto la minaccia della morte?

Note e curiosità su Uomini di Dio

Nonostante la vastità umana trattata, la pellicola dura (solo) 120 minuti. Come un film normale. Ma non è un film normale.

Ha vinto il Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes 2010 (in pratica il secondo premio).

Il regista Xeavier Beauvois ha 43 anni e cinque film alle spalle, tutti pressoché sconosciuti in Italia. Ha recitato come attore in oltre 20 pellicole.

Jacques Herlin (padre Amédée) è del ’27, ma dimostra dieci anni di più (foto).

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