Yanez! Il nuovo album di Davide Van De Sfroos

Voglio ringraziare Davide Van De Sfroos perché è una gran persona. Poi lo voglio ringraziare perché fa musica da un ventennio fottendosene dell’ambaradan economico-culturale che l’avvelena.

Yanez arriva 3 anni dopo Pica! e ascoltandolo si capisce perché. Ogni suo album è un’opera artigianale costruita su un substrato umano, esperienziale e musicale che genera canzoni di qualità solo se pulsa giorno dopo giorno più forte. Per questo ci sono voluti 3 anni. Ma l’attesa non è stata vana.

Davide Van De Sfroos: una doverosa premessa

Van De Sfroos è così autentico che non può far altro che cantare in dialetto, cioè la lingua della realtà. Le sue canzoni raccontano storie di personaggi che hanno vissuto dalla Malesia al Lago di Como, gente che viaggia e gente che aspetta, gente che muore e gente che domanda. Sono liriche piene di pathos, divertenti o riflessive, divertenti e riflessive.

Van De Sfroos racconta poeticamente storie di personaggi in via d’estinzione, eppure così vivi che brillano nel folklore della sua musica fatta di flauti, fisarmonica, chitarre e violino, trombe tamburi e cori.
Van De Sfroos canta una passione per l’umanità dello straccione e della puttana, del contrabbandiere e del camionista, del pirata e del contadino che finisce per conquistare anche il cuore più assopito.

Yanez! I voti

Yanez non è l’episodio migliore della sua discografia; è però un ottimo disco che si fa trascinante in alcuni episodi: El Carnavaal De SchignanIl Camionista Ghost Rider, Yanez e a tratti il Blues Di Santa Rosa, più riflessivo in altri (Dona Lüseerta, Il Reduce, Rosa Del Vento).

Non mi hanno convinto Maria e Dove Non Basta Il Mare (la strofa è identica a Il minatore di Frontale, brano cardine di Pica!), ma in un cd di 15 canzoni un paio di flessioni ci possono stare.

Voto a Yanez: 7,5 (se hai già ascoltato Pica!), ma può diventare un 8 se vivi per la musica di DVDS, o scendere al 6,5 se alla domanda “Conosci DVDS?” rispondi “Chi?”. In questo caso ti consiglio di partire dall’inizio: Brèva e Tivàn lo trovi a una decina di euro, forse meno.

Canzoni miglioriDona Lüseerta, Il Camionista Ghost Rider, Yanez

Miglior testoDona Lüseerta e Il Reduce

La frase: el veent el diis una roba / la loena na diis un’oltra / ma il coer che ghemm l’è abitüaa a nudà (il vento dice una cosa, la luna ne dice un’altra, ma il cuore che abbiamo è abituato a nuotare)

Davide Van De Sfroos – Yanez (2011) · tracklist

Davide Van De Sfroos - Yanez (album cover)

  1. El Carnavaal De Schignan
  2. Dona Lüseerta
  3. Il Camionista Ghost Rider
  4. Long John Xanax
  5. La Machina Del Ziu Toni
  6. Maria
  7. Yanez
  8. El Pass Del Gatt
  9. Setembra
  10. Dove Non Basta Il Mare
  11. Il Reduce
  12. La Figlia Del Tenente
  13. Blues Di Santa Rosa
  14. Ciamel Amuur
  15. Rosa Del Vento

Davide Van De Sfroos a Sanremo 2011

L’esibizione di Yanez nella serata finale del Festival. Alla fine DVDS si piazzerà al quarto posto.

5 commenti a “Yanez! Il nuovo album di Davide Van De Sfroos

  1. Ciao… Ho letto con molto interesse la tua recensione e devo dire che sono d’accordo con te con quanto hai scritto nella prima parte.
    Tuttavia, pur rispettando il tuo punto di vista, per quel che riguarda il giudizio sulle singole canzoni, consentimi di dissentire.
    Effettivamente, al primo ascolto, le canzoni che ti prendono di più sono “Yanez”, “Il camionista Ghost Rider” e, aggiungerei, anche “El carnevaal de Schignan”; poi, ogni successivo ascolto è una nuova scoperta e alla fine ti accorgi di apprezzare le diverse musicalità e i colori delle varie lingue presenti in “Dove non basta il mare” (che è vero, assomiglia vagamente al “Minatore di Frontale”, ma la cosa non mi disturba affatto)o la profondità di una canzone come “Maria”, forse un po’ malinconica (ma a qualcuno piace inscèe),il cui testo merita senz’altro un’attenta lettura e che io metterei sicuramente tra i più belli del disco.
    In conclusione, come sostengono tanti fans di Davide, alla fine è difficile dire quali sono le canzoni migliori: ognuna ha il suo fascino, ognuna fa vibrare la pelle per la gioia, la malinconia, la compassione, la riflessione che trasmette. E’ questo che piace, soprattutto, della musica di Davide Van De Sfroos.
    Concludo citando uno dei versi, secondo me, più poetici del disco, dalla canzone “Long John Xanax”, altra canzone bellissima che merita di essere citata: “Ma la Breva la firma i cipress e bufa via la pulver de quell che vurevi vèss, perchè ‘l temp l’è un cunili che scapa ma l’è anca ‘l can che ghe curr adree”.
    Un caloroso saluto.

  2. Bellissima Recenzione!
    Per quanto mi riguarda, questa volta Davide ha scelto di discostarsi dal suo tratto molto folk, tipico dei suoi primi album, ed ha utilizzato una dose massiccio di Rock che si avvicina molto a stili musicali tipici di cantanti del calibro di De Gregori e Ligabue, con qualche incursione nell’ambito della Canzone Cantautoriale.
    Le canzoni più belle, a mio modesto parere, sono:

    “Dona Lüseerta”
    La canzone più bella dell’album, molto vicina allo stile musicale di De Gregori e dei Nomadi, ma non adatta a chi è facilmente emozionabile.

    “Long John Xanax”
    Tipica canzone di Van De Sfroos, anche se non molto incisiva, ma pur sempre un ottimo ascolto.

    “La Machina Del Ziu Toni”
    Canzone molto esilarante, con una musica ed un testo che si avvicina molto allo stile di Ligabue. Bella da ascoltare sopratutto mentre si è in viaggio.

    “Setembra”
    La canzone, nel puro stile folk utilizzato già negli altri album, è la più vicina al percorso già tracciato da Van De Sfroos.

    “Dove Non Basta Il Mare”
    Simile a “Il Minatore di Frontale”, si discosta molto dal resto dell’album per il suo eterogeneo uso dei Dialetti, cosa che non disturba affatto e rende il brano molto più orecchiabile. In certi punti sembra avvicinarsi al tipo di Rock Cantautorale fatto da Gianmaria Testa.

    “La Figlia del Tenente”
    Canzone di tipo cantautoriale, questa volta molto vicina allo stile di Francesco Baccini. Prova Acustica ben riuscita.

    “Ciamel Amuur”
    Questa volta Van De Sfroos si riavvicina allo stile di Ligabue, con il ritornello che, però, si avvicina allo stile di Vecchioni e Fossati. Altra ottima prova.

  3. Grazie per le “incursioni” e per i vostri pareri, sempre ben accetti!

    Io mi sento un po’ a disagio a paragonare Van De Sfroos a qualsiasi altro cantante – specie a Ligabue – perché la differenza è, oltre che a livello strumentale, di contenuto (umano, poetico, morale, ecc.): sarà una cosa un po’ soggettiva, ma trovo più interessante DVDS dei sopraccitati cantanti, che comunque stimo (chi più, chi meno).

  4. Io mi sono avvicinato a Van De Sfroos in concomitanza con la sua partecipazione al Festival di Sanremo.
    Ho trovato bellissima tutta la sua discografia: perfino la sua prima produzione con i De Sfroos mi è sembrata ottima.
    Trovo che non si possa definire ottimo un solo album in particolare ma, almeno fino a “Pica!”, l’insieme di alcuni brani presi da ogni album determinano il percorso musicale fatto da Van De Sfroos.
    In quest’ultimo album, invece, ho notato un percorso musicale univoco fatto di riferimenti musicali a molte correnti della Musica Italiana.
    Non è un sacrilegio far riferimenti ad altri cantanti e rapportarli a Van De Sfroos: è sopratutto un modo per allontanarlo dallo stereotipo di Cantante Prettamente Dialettale ed avvicinarlo a quello di un normale cantante che usa il proprio Dialetto perchè si sente a suo agio.
    Ci prodighiamo per elevare, per esempio, i Neomelodici Napoletani al rango di Musica Italiana, quando invece non sono altro che una deriva secondaria della Musica Dialettale. Perchè, invece, non lo facciamo con Van De Sfroos, visto che ne varrebbe la pena?
    Un’ultima considerazione che mi viene di fare è questa: nessuno di quelli che sta commentando ha esaltato, tra le varie canzoni dell’album,”Yanez”; Eppure è con questa che Van De Sroos ha partecipato al Festival.
    Forse perchè, rispetto al resto dell’album, questa canzone sfigura e può essere considerata meno incisiva delle altre?

  5. Siccome Sanremo c’è stato un mese fa, penso che per te (e per chiunque) sia difficile poter trarre delle conclusioni in così poco tempo su 20 anni di musica di un’artista. Io lo ascolto dal 2006 e ancora non l’ho inquadrato bene. Ciononostante mi trovo d’accordo con te su molte cose.

    Personalmente ritengo che i migliori album siano “Brèva e Tivàn” e “Akuaduulza”, al terzo posto metto “Pica!”, in ultima piazza “E semm partii” e “Yanez” appaiati, che definirei comunque ottimi album. I primi a mio parere sono capolavori.

    Sul discorso del “allontanarlo dallo stereotipo di Cantante Prettamente Dialettale” ti do pienamente ragione. Però la differenza con gli altri cantanti la fa proprio Davide, che si è imposto dal basso (c’ha messo 20 anni…) e per questo si è sudato ogni fan a suon di ottime canzoni e concerti epici.

    PS: io “Yanez” (la canzone) l’ho messa fra le 3 migliori dell’album.

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