L’abbraccio di Benedetto XVI alla GMG di Madrid

Nell’oceano di emozioni e sensazioni suscitate dalla GMG di Madrid c’è qualcosa di profondamente commovente e inaspettato, ed è l’amore vero, sincero di papa Benedetto XVI per tutti noi.

Sabato sera, quando la grande veglia è stata decurtata per via della pioggia e del vento, il papa ha rinunciato al suo discorso e ad altri momenti consistenti e di grande fascino, ma non ha rinunciato all’adorazione eucaristica. Come a dire: le mie parole, per quanto possano toccarvi il cuore, sono vuote se non conoscete Cristo.

Lo sforzo di papa Ratzinger è tutto rivolto a farci incontrare Cristo, nella certezza che solo Lui può cambiare e compiere le nostre difficili vite.

Non c’è niente di fumoso in tutto questo, anzi: la Chiesa non è mai stata così concreta come in questo tempo. Mentre tutti parlano di aspetti della realtà (politica, economia, lavoro…), la Chiesa è l’unica che parla ancora della felicità dell’uomo, e la felicità prende tutto: anche la politica, l’economia e il lavoro.

È nell’abbraccio vissuto a Madrid, nell’assurda situazione che ha visto un papa di 84 anni sostenere uno stanco Martino Savorani di 27 anni, sollevandogli il mento verso la Croce, che ho sperimentato una vita nuova e un cuore nuovo: “vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne” (Ezechiele 36,26).

Per non mollare questo abbraccio, vi consiglio la lettura della prefazione di Bendetto XVI a YouCat, il Catechismo della Chiesa Cattolica per i giovani.

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