Ma allora esiste! Padania, il nuovo album degli Afterhours

Gli Afterhours danno alla luce un nuovo album e io quasi non me accorgo. Sarà che questa primavera sembra l’autunno, sarà che 28,6 anni sono 28,6 anni per tutti, ma ormai andava così. Ormai, perché poi l’ho ascoltato. Infatti lo recensisco.

Padania: titolo inaspettato, lo ammetto, ma nessun riferimento politico: dispiace deludervi. Gli Afterhours preferiscono sondare l’eterno mistero dell’uomo. E il sottoscritto approva.

cover Afterhours - PadaniaNel cd, la consueta badilata di canzoni: a questo giro ne contiamo 15. Due pezzi forti subito all’inizio: Terra di nessuno e La tempesta in arrivo, che sono praticamente un’unica canzone, alternano momenti ballad a sano frastuono. I titoli non mentono e i testi, in un certo senso, un po’ politici sono: parlano di destino (anzi, di sorte), di crisi, di umanità disorientata. Politica vera, paese reale. Nessun politico di mestiere parla di queste cose.

A proposito: Costruire per distruggere: gran pezzo.

Padania affonda il colpo. Il testo è quelle delle grandi occasioni, triste e amaro; la melodia dolce e luminosa. Si può ascoltarla senza chiedersi “ma è così che sto vivendo”? Sì, si può, ma allora godi solo a metà.

Seguono canzoni discutibili, spunti interessanti (Messaggio promozionale n. 1) e un capolavoro assoluto: Nostro anche se ci fa male. La voce di Agnelli è calda al punto giusto e sì, come lo dice lui “Cambia cuore” nessun altro mai. È una canzone di fine amore, ma fra le righe si legge l’accettazione di sé, dei propri sentimenti e della propria natura. Anche se ci fa male.

In Io so chi sono Agnelli si traveste da apprendista Tom Waits: con un testo brutale e una musica grottesca, racconta la scoperta di se stesso. Iceberg è un attimo, ma di gran classe, poi arriva la dolcissima/tristissima La terra promessa si scioglie di colpo e il cd si ferma nel lettore.

È bello? È brutto? Non so che dirvi. Io lo rimetto da capo.

Ascolta Nostro anche se ci fa male

http://www.youtube.com/watch?v=d_RcE19P_Bs

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