Elezioni politiche 2013: il metodo infallibile

Quest’anno ci sono le elezioni. Ho deciso di prendere seriamente la cosa scrivendo un articolo breve ma intenso, politico ma apartitico, per puntare il dito sulle questioni di primaria importanza per l’Italia e gli italiani.

Non voglio influenzare il voto di nessuno, per cui non espliciterò il nome del partito che, secondo il mio modesto parere [modesto in apparenza – l’abito non fa il monaco (c’entra?) – in realtà sono un narcisista (?) di ultima], è l’unico che affronta di petto i problemi.

Siamo tutti d’accordo su un punto: è venuto il momento di fare qualcosa per fermare il declino del Paese, prima che la Svizzera installi le mine di profondità (la Francia l’ha già fatto) per frantumare la crosta terrestre e lasciarci in balia del mare, che irrimediabilmente ci trascinerà sulle sponde africane. (È vero, confiniamo con qualcuno anche sul versante est, ma non ricordo con chi, e comunque è un pezzo piccolo che senza la Svizzera e la Francia si rompe subito.) L’Africa non me ne voglia, ma secondo il Ranking Fifa come Europa dominiamo ancora la top ten, mentre la Costa d’Avorio – la prima africana – è al 14° posto e Drogba non durerà in eterno.

Tornando alle elezioni, adotto un metodo infallibile: guardo le facce dei politici, le guardo tutte, e se c’è un criterio oggettivo per misurare onestà e capacità amministrativa / legislativa, quel criterio è la bellezza. Inutile che diciate “non è bello ciò che è bello, è bello ciò che piace”: Belén piace a tutti, anche a Grillini.
Ebbene, devo dire che è una gara dura. Berlusconi, con tutti quei lifting, è ancora un bell’uomo. Peccato che in politica valga la regola opposta: più sei brutto, più sei bravo. Bersani è alto e slanciato, anche se simula di avere la gobba e la testa incassata nelle spalle per guadagnare voti. Poi c’è Vendola, che è così carino che piace anche agli uomini. Ingroia neanche a parlarne: è il più bello di tutti.

Screma screma, ne sono rimasti due. Uno fa il comico, l’altro il giornalista, anche se ogni tanto si scambiano il mestiere.

Beppe Grillo ce l’ha messa tutta per conquistarmi: sbraita, sputacchia, suda, non si fa la barba da giorni…

Beppe Grillo

… Ma poi arriva Oscar Giannino, e non c’è gara. Soprassedendo sullo stile – lo vediamo vestito da imprenditore, maestro Yoda, Babbo Natale e uovo di Pasqua – direi che può bastare la testa montata al contrario. Se gliela girano diventa Bob Marley.

Oscar Giannino

Fugato ogni dubbio su chi votare, vengo posseduto per qualche istante dallo spirito del ’15-’18 e proclamo:

«In quest’ora fatidica, che ci stringe in un proposito solo, ardente e forte, il vostro voto, onorevoli colleghi, sarà nuova affermazione incomparabilmente solenne della fede invincibile e sicura nel diritto e nella gloria della Patria. Da qui moverà oggi il grido della concordia vittoriosa, in nome dell’Italia e del Re. Il Paese seguirà questo grido, e quando per tutte le terre della Patria, si darà al vento la bandiera: “Italia e Vittorio Emanuele!”, il popolo italiano avrà una sola volontà (votare Giannino, ndr), un solo cuore.

Troppo lungamente al dolore delle genti italiane divelte dall’Italia per le usurpazioni della forza, per lo strazio delle nazionalità, troppo lungamente al dolore di quelle genti supremamente italiane per i decreti della natura, per la perpetuità della lingua, per il genio del pensiero, per i vincoli della storia, troppo lungamente, rispondemmo con la parola della speranza. È tempo oramai, di rispondere con la promessa della liberazione

Grazie a tutti.

Errata corrige: mi sono dimenticato Monti e Vendola non è candidato premier, però dono il sangue e chiedo sempre lo scontrino.

Errata corrige 2: già, anche Berlusconi non è candidato premier. Prima o poi bisognerà dirlo ad Alfano.

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