Jannacci, Califano (e Lucio Dalla) c’erano da quarant’anni

Dal bagno di folla al funerale a quello al concerto-ricordo in Piazza Maggiore, non si può negare che moltissima gente abbia scoperto il Dalla cantautore solo dopo la sua morte. Forse perché la tripletta di dischi-capolavoro di fine anni ’70 era stata offuscata dall’ascolto forzato di qualche canzoncina presa a noia da bambini (Attenti al lupo su tutte).

Non me ne vogliano Jannacci e Califano, ma come cantautori si collocano alcune spanne sotto a Dalla. Sono comunque dei grandi personaggi che hanno ricoperto ruoli da protagonista nella cultura e nello spettacolo italiano, anche loro da riscoprire e rivalutare (non solo musicalmente).

Però, scusate, ma quanto è più bello accorgersi di ciò che ci sta intorno… mentre ci sta intorno! Non solo quando viene a mancare.

I casi Dalla, Jannacci e Califano mi fanno riflettere su mio padre e su mia madre, sugli amici e sulle conoscenze. E scopro che spesso do per scontato che una persona esista: pur apprezzando i momenti di condivisione, rischio di non percepire la reale statura umana di quella persona. Questa è una grossa perdita, innanzitutto per me.

Ringrazio coloro che, un po’ ingenuamente, hanno condiviso su Facebook Vengo anch’io. No, tu no e Tutto il resto è noia: senza volerlo, mi avete fatto pensare.

Il Califfo canta Piercarlino con il filtro di Corrado

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