La mia amica Marina

La mia amica Marina è venuta a mancare la notte di domenica 10 aprile. Se l’è portata via un cancro.

Non me l’aspettavo, non così in fretta, non adesso. Temevo questo epilogo, ma non così, all’improvviso: l’avevano ricoverata da qualche giorno, dovevano dimetterla domenica. Invece domenica mattina è arrivata la notizia, quella definitiva: Marina se n’è andata, è salita al Cielo.

Al dolore, comunque spiazzante, questa volta ha prevalso la sorpresa: ma come, te ne sei già andata? Così presto? C’erano ancora tante cose da dire e da fare, insieme.

Mi bastava pensarti perché si accendesse il desiderio di scrivere, di leggere, di organizzare un evento o anche solo parlarne. Ogni tanto ti raggiungevo per un caffè, per (s)parlare di qualche scrittore e di qualche amico, finché salivi in cattedra – io ti spingevo a farlo – e mi consigliavi un buon libro, una buona casa editrice (è tutto segnato nel mio block notes). In tutto questo si rideva tanto! Tu con la tua risata a singhiozzo, un po’ buffa, io con la mia risata timorosa, trattenuta. Quei momenti, così semplici, mi lasciavano la voglia di tentare qualcosa di grande.

Dicevo sorpresa, dolore e sorpresa. Ma anche una inusuale serenità. Nel momento stesso in cui ho saputo della tua morte, ho avuto la certezza piena, rotonda e solida come una palla da bowling, che tutto quello che ancora non abbiamo vissuto assieme non è andato perduto, ma salvato: è lì che ci aspetta, molto più grande e bello di come riesco a immaginarlo.

Marina Sangiorgi (1972-2016) imolese, aveva la capacità di trovare la vita nella letteratura. Ha pubblicato Frammenti di un’autobiografia imperfetta (Il Vicolo edizioni, Cesena 2000), Rubare tempo all’allegria (Raffaelli editore, Rimini 2008) e numerosi racconti su riviste e antologie.

Marina Sangiorgi. Praga, Capodanno 2010

Marina a Praga, Capodanno 2010

PS: negli ultimi mesi, durante le mie corsette settimanali, recitavo un rosario per te. L’altro giorno ho fatto la prima corsa da quando non ci sei più: all’inizio ho provato una piccola vertigine, mi sono sentito solo. Poi ho pensato a te e ho capito che sei nata per stare dove sei ora, nella gloria di Dio. Cosa significhi esattamente non so spiegarlo, ma non riesco a vederti in nessun altro luogo.

Rispondi