Io

Martino Savorani nel 2014Classe 1983, ho per patria Borgo Rivola, paese di motociclisti (Loris Capirossi) ed elettrodomestici (i miei zii: non lo sono, ma li vendono). Idealmente, è lui il “paese lontano” del mio primo libro.

L’ho lasciato a 19 anni per andare a studiare prima a Bologna, poi a Milano. Il distacco si è rivelato determinante: uscire dalla quotidianità paesana per finire in quella cittadina è stata un’esperienza rivoluzionaria. Mi ha permesso di aprire gli occhi sul mondo e comprendere meglio quello che volevo nella vita: dove e per chi spendere il mio tempo, le mie energie.

La maggior parte dei racconti contenuti in Da un paese lontano li ho scritti nei miei quattro anni da bolognese; è curioso notare come parlino tutti del mio paese, e quelli che non ne parlano ne raccontano la mancanza. Non è proprio nostalgia – la nostalgia è un sentimento che si prova per qualcosa che non c’è più – è piuttosto la presa di coscienza di cos’è per me il mio paese.

Ho finito gli studi nel dicembre del 2007. Da allora lavoro, vivo e scrivo da qualche parte tra Borgo Rivola e Faenza.

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