Airline disaster (2010)

Un gruppo di neonazisti tentano un’azione congiunta: rapiscono la famiglia di un pilota d’aerei e allo stesso tempo dirottano l’aereo da lui pilotato. Se vi state chiedendo come mai tante attenzioni per un pilota, sappiate che si tratta del fratello del Presidente degli Stati Uniti d’America.

Airline disaster - horror in the skies, terror in the streets

Dimenticate Airport

Airline disaster è un film dell’americana The Asylum, una casa di produzione che rilascia solo b-movie low budget direttamente per il mercato home video – non provano nemmeno a passare per il cinema. Lo fa da anni e lo fa bene, nel senso che i conti economici tornano, quelli cinematografici un po’ meno. Dunque non pensate di vedere una sorta di Airport, il disaster movie aereo per eccellenza.

In questi anni la Asylum ci ha abituati a mostri giganti mal realizzati in cgi, attori al limite della decenza, sceneggiature scopiazzate e scialbe, titoli ben al di là del limite del ridicolo (Atlantic Rim fa il verso a Pacific Rim, Transformers diventa Transmorphers, ecc.) e un tempismo formidabile: solitamente le “parodie” della Asylum escono contemporaneamente ai film parodiati. Parodie tra virgolette, perché, appunto, non scimmiottano pellicole celebri, ma tentano di sfruttare l’assonanza con i film delle major per attirare le attenzioni e le simpatie dei pubblico, specie quello più giovane, o trarre in trappola i più sbadati.

Cosa c’è di così terribile in uno dei tanti film della Asylum?

La domanda è legittima: se di norma realizza filmbrutti, perché questo merita una recensione?

La risposta è semplice: Airline disaster è un film insostenibile. Quando tutti credevano di essere prossimi al termine della visione (o della vita), qualcuno ha fatto l’innocente domanda “Quanto manca?”. Mai ci fu sconforto più grande dell’apprendere che mancavano ancora 42 minuti. Trattandosi di un film di 89 minuti totali, eravamo appena a metà.

Il fatto è che al 47° minuto il film aveva già detto tutto. Ovvero niente.

Ad esempio in una scena uno dei dirottatori sta nascondendo una valigetta piena di milioni in titoli azionari. Un suo collega gli chiede “cosa ce ne facciamo?”. Già, piacerebbe saperlo anche a noi cosa se ne fanno un gruppo di neonazisti di alcuni milioni di dollari in titoli di borsa. Il problema è che non lo sanno nemmeno gli sceneggiatori!

Airline disaster è il primo film su un dirottamento aereo in cui manca il movente. Almeno finché, a dieci minuti dalla fine, salta fuori che hanno fatto tutto questo – il rapimento e il dirottamento – per ottenere la liberazione di alcuni compari detenuti. Ma ormai è troppo tardi.

È troppo tardi per voi, che avete buttato nel cesso la serata guardando uno dei film più noiosi della storia del cinema.
È troppo tardi per i neonazisti, destinati a essere abbattuti uno dopo l’altro, quasi senza opporre resistenza.
È troppo tardi per dare un senso a un film che non l’ha mai cercato.
Ma non è troppo tardi per raccontarvi alcuni dettagli dello scempio che, ormai, vi tocca guardare.

Dovete sapere che quello che si rivelerà un volo drammatico, era il primo volo assoluto del più innovativo aeroplano di sempre (Titanic vi dice nulla?), dotato di mille tecnologie: ad esempio l’utilissima funzione di espellere il carburante, oppure il rilascio di congegni per depistare i missili (!!!).

Nonostante queste tecnologie, invidiate dagli aerei di tutto il mondo, nella stiva si può ammirare il circuito elettronico sede dei comandi di volo che se ne sta con i chip al vento.

L’agente e lo sceriffo di bordo

I dirottatori devono fronteggiare due antagonisti: lo sceriffo di bordo e un agente dell’FBI casualmente finita sull’aereo.

Allora:

  • lo sceriffo di bordo fa orecchie da mercante per tutto il film, poi alla fine sfodera il cannone, fa fuoco sul terrorista più vicino, lo manca e si fa freddare. Bella figura!
  • l’agente, una signorina molto caruccia, si defila nella stiva e temporeggia. Mentre lei temporeggia, ammazzano qualche passeggero sotto i suoi occhi, mozzano una mano a un altro, e via andare. Solo a 5 minuti dalla fine, quando un modo per far terminare il film dovevano pur trovarlo, da bella signorina con qualche nozione di karate si trasforma nell’Arnold Schwarzenegger di Commando e in due minuti annienta tutti i neonazisti.

Errori ovunque

Titolo banale, ma gli errori sono tutt’altro che banali.

L’aereo è fatto in computer grafica. Malissimo. Ma proprio malissimissimo. Solo Bruno Mattei a cavallo del millennio ha fatto cose simili.

All’inizio del dirottamento l’aereo precipita; solo i muscoli e l’ostinazione dei due piloti evitano il disastro del titolo. Dopo questa manovra limite, in cui la cloche non rispondeva ai comandi, l’aereo si esibisce in una serie di evoluzioni degne delle Frecce Tricolori, come passare fra due palazzi, in pieno centro cittadino.

Prima i dirottatori, poi l’agente speciale effettuano telefonate e inviano foto dall’aereo, a qualcosa come settemila metri di altezza. Si sa che lì prende il 4G, no?

L’aereo è semplicemente indistruttibile: dopo aver mozzato antenne, fatto la barba a case, alberi e palazzi, perso un motore e decapitato un obelisco di pietra, è ancora perfettamente in grado di planare sull’acqua con una manovra pulita.

Nella scena finale assistiamo a un atterraggio in acqua davvero da paura: passano i secondi, anzi i minuti, ma il ponte contro cui sta per schiantarsi l’aereo non si avvicina mai. Ovviamente l’aereo finisce la sua corsa a qualche centimetro dal ponte.

L’ultima inquadratura ci regala l’ultima emozione: sullo sfondo l’obelisco abbattuto dall’aereo è di nuovo intero.

Inebetito e sfiancato, vi lascio con qualche foto.

Lui è Londale Theus, l’agent dell’FBI che dirige le operazioni di terra.

Londale Theus - Airline disaster

Al suo fianco qualunque attore sfigura, specie un attore qualunque.

Londale Theus 2 - Airline disaster

Non resisto: ma lo vedete?

Londale Theus 3 - Airline disaster

Questa è la profezia della Asylum: Hillary Clinton presidente degli Stati Uniti.

Airline disaster - Hillary Clinton presidente USA

Lindsey McKeon è l’agente speciale che si trova sull’aereo: in questa scena ammette di essere molto figa.

Airline disaster - Lindsey McKeon ammette di essere figa

Nessuno dei tre è convinto di quello che sta vedendo… Di una cosa sono sicuro: riuscirete a immedesimarvi!

Airline disaster -dirottatori e dirottati

NB: il film è stato girato in sole due settimane.

PS: è uno dei 21 film (su 2872 votati) che ho premiato col minimo dei voti su IMDb: 1.

Rispondi