Baby geniuses – Un genio in pannolino (1999)

Non dovrei scrivere questa recensione, perché indirettamente rischio di dare notorietà a un film che non dovrebbe nemmeno esistere.

Non dovrei scrivere questa recensione perché stavolta non ce l’ho fatta a seguire il film dall’inizio alla fine. Mi distraevo continuamente: ho perso battute, pezzi di trama, dettagli…

Eppure sono qui, a battere tasti e sprecare tempo prezioso per raccontare i miei 97 minuti di agonia davanti all’ennesima catastrofe cinematografica made in USA.

Se lo faccio è perché non si tratta del solito z-movie semi-sconosciuto: stavolta è un film ben distribuito, che passa regolarmente in tv ogni estate. Qualcosa che lo spettatore medio potrebbe vedere. Magari insieme ai figli. Con danni irreparabili!

Parto dalla fine e la fine è una domanda.

La domanda è:

Come vi è venuto in mente?

Come vi è venuto in mente un film per bambini dove due scienziati rapiscono (?) neonati per chiuderli in un mondo fittizio stile The Truman Show e studiarli per individuare i geni?

Applicare un’idea nazista a un film per bambini, vi pare poco? Secondo me siamo nel penale.

Baby geniuses – Un genio in pannolino: il resto del film

Il resto del film sono neonati che parlano di amenità fra loro e deridono i genitori, così infantili e limitati.

Poi assistiamo a due gemelli che si collegano telepaticamente: uno è il genio dei geni, Sly (citazione di Stallone?), l’altro è un neonato normale, Whit. La loro telepatia sarà decisiva per la liberazione dei neonati rinchiusi.

Ci sono tanti personaggi di cui non mi è chiara la funzione nel film, e tante battute che, ovviamente, non fanno ridere.

E poi, ogni tanto, appariva lui:

Ad oggi non ho ancora capito chi o cosa rappresentasse il suo personaggio.

Dopo 90 lunghissimi minuti che neanche Spal – Triestina 0 a 0, ci avviciniamo alla fine delle ostilità, pronti a ricevere le ultime due mazzate:

  • una scena al rallenty che ripercorre i momenti più toccanti del film. Di solito queste scene sono messe quando due personaggi si separano o un protagonista muore. Qui, manco a dirlo, non succede niente di tutto ciò. L’unico scopo è prolungare l’agonia dello spettatore.
  • durante i titoli di coda ci sono pure gli outtake, ovvero le scene sbagliate (quindi tagliate) in cui gli attori scoppiano a ridere. A parte che non c’è niente da ridere, tutto il film dovrebbe essere un outtake.

Bob Clark, Kathleen Turner e Christopher Lloyd

Vi dicono niente questi nomi?

Bob Clark è il mitico regista di Porky’s, autore anche di due eccellenti film natalizi: il classico horror Black Christmas – Un Natale rosso sangue e la commedia Una storia di Natale. Se non sbaglio Bob Clark è anche l’unico regista che può vantare un film nella Top 250 di IMDb (Una storia di Natale) e due film nella Bottom 100 di IMDb: questo e il suo aberrante seguito.

Già, perché stiamo parlando di un film che ha riscosso un tale successo da meritare un capitolo 2, che è anche l’ultimo (pessimo) film di Bob Clark, passato a miglior vita in un piovoso aprile del 2007.

Christopher Lloyd è il leggendario Doc di Ritorno al futuro, un ruolo che lo ha reso immortale nonostante la sua carriera si sia poi inabissata, mentre Kathleen Turner va ricordata per L’onore dei Prizzi, al fianco di Jack Nicholson, e La guerra dei Roses, protagonista con Michael Douglas.

L’unicità di Baby geniuses è che i due attori hanno fatto egregiamente il loro mestiere: non è colpa loro se il film è una tale schifezza. Piuttosto vorrei sapere cosa li ha convinti ad accettare l’incarico.

Discorso diverso per il regista. L’affetto che mi lega a Bob Clark per la sua bizzarra carriera lo salva per la prestazione da regista, ma lo condanna senza possibilità di appello per aver collaborato alla sceneggiatura. Perché Baby geniuses – Un genio in pannolino è la brutta copia, con dieci anni di ritardo, di Senti chi parla adattato per circoli neonazisti.

Vade retro!

Baby geniuses - Un genio in pannolino, locandina del film

2 commenti a “Baby geniuses – Un genio in pannolino (1999)

  1. “Applicare un’idea nazista a un film per bambini, vi pare poco? Secondo me siamo nel penale.”

    Ma che penale e penale, magari lo avessero fatto anche altri (possibilmente più bravi)

  2. In che senso “magari l’avessero fatto anche altri”?

    Curiosamente, il tuo commento è arrivato mentre guardavo un film in cui compare un personaggio neonazista: “Le mele di Adamo”. A differenza di “Baby geniuses”, questo è (quasi) un capolavoro.

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