L’uomo puma (1980)

Avevo grandi attese per L’uomo puma, ma questo filmetto di Alberto De Martino le ha superate (in tutti i sensi).

Parto in tromba con la trama: Tony non lo sa, ma è l’uomo puma. Glielo farà scoprire un gigantesco sacerdote azteco, Vadinho, gettandolo da una finestra: Tony atterrerà incolume.

Valdinho gli dona una cintura con la quale l’uomo puma acquisirà forza sovrumana, si teletrasporterà attraverso i muri e potrà perfino volare a balzelli, proprio come un puma (se i puma volassero). Siccome nessuno di noi ha mai visto un puma – quelli del circo non contano: gli hanno tagliato le ali per non farli scappare – dobbiamo chinare la testa, rinunciare a 4000 anni di zoologia e accettare che gli uomini puma volino.

L’uomo puma ha 3 scopi nella vita:

  1. vincere il cattivo pelato Kobras, che vuole conquistare il mondo con una maschera capace di ipnotizzare chicchessia
  2. dare alla luce un piccolo uomo puma per continuare la discendenza
  3. imparare ad andare in letargo

Ci riuscirà? Non ve lo svelerò certo io.

Non riesco a produrre il benché minimo commento tecnico, perché è un film inaffrontabile. In sostanza, non succede niente. Tranne quando: l’uomo puma vola (ogni balzo è accompagnato da un suono inconcepibile), l’uomo puma fa a pugni (pugni brutti), l’uomo puma si teletrasporta attraversando un muro che, per semplicità o arguta scelta registica, è sempre lo stesso.

Le immagini sono la via migliore per darvi un’idea di cosa succede: in questo video si assiste alla trasformazione (tutino carnevalesco infantile) e al primo volo dell’uomo puma.

Poi ci sono le musiche. Ne ho sentite tante di musiche brutte, però mai qualcosa di così lontano da ciò che succede sullo schermo. Ottime per accompagnare un documentario sulle farfalle o sulla vera vita di Bambi, ma con l’uomo puma e le atmosfere di questo film non c’entrano davvero nulla.

Memorabile il duello finale: l’uomo puma contro l’elicottero. De Martino non era costretto a girare una scena così “spettacolare”, poteva risolverla con un braccio di ferro o a tarallucci e vino. Invece no, ha voluto cimentarsi con il montaggio di un duello in volo. Il risultato è spassosissimo e ripaga in parte della fatica fatta per arrivarci.

Le potenzialità di un prodotto del genere sono infinite. Alcuni esempi:

  • Vuoi mollare una ragazza? Organizza un weekend romantico e, sul più bello, metti su L’uomo puma
  • Vuoi punire quella peste di tuo figlio? Minaccialo di guardare L’uomo puma
  • Ti vuoi suicidare ma non trovi il coraggio? L’uomo puma ti priverà della voglia di vivere residua

Grazie a questo film ho imparato che:

  1. I puma non volano, ma gli uomini puma sì
  2. Il letargo consiste in una morte apparente e dura circa 10 minuti
  3. Per attraversare i muri basta volerlo
  4. Il copia-incolla è un effetto speciale

La durata di questa pellicola è variabile. Su Wikipedia dice 96 minuti, su IMDb 90, a me sono sembrati molti di più. Personalmente baratterei la visione con 40 anni a gironzolare nel deserto (manna inclusa, si intende).

Guarda L’uomo puma

Purtroppo, il film è su YouTube in versione integrale.

http://www.youtube.com/watch?v=F16Oya0r6JI

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