Incubo a quattro dimensioni: la fantascienza di J. G. Ballard

Incubo a quattro dimensioni è un libro di racconti di fantascienza di J. G. Ballard, scrittore noto soprattutto per La mostra delle atrocità (1970) e Crash (1973).

Quella di Ballard è una fantascienza sociale, dove l’evoluzione si ripercuote violentemente sulle vite degli uomini (una violenza fisica e/o psicologica). All’orizzonte c’è la possibilità di sottrarsi a un’esistenza grigia, sempre mancante di qualcosa, ma questa via di fuga viene immancabilmente sbarrata. La società o i limiti dell’uomo impediscono ai protagonisti di “spiccare il volo”; quello che resta è vivere una realtà amara, se non tragica.

Incubo a quattro dimensioni di J. G. Ballard (libro di fantascienza)

Negli 8 racconti di Incubo a quattro dimensioni mi hanno particolarmente colpito:

  • l’idea alla base di ogni racconto, sempre sorprendente
  • la costruzione del mondo fantastico in cui si svolge la storia.

L’importanza della novità

Come Dick, Ballard non si accontenta di muoversi in uno scenario futuro alla Guerre stellari, dove le stravaganti fantasie di George Lucas non impediscono agli uomini di comportarsi come quelli del XX secolo. In ogni racconto Ballard inserisce un elemento di novità: in Lo spazzasuoni c’è un congegno per aspirare i suoni depositatisi nelle stanze come polvere – residui di conversazioni, rumori e musica – regalando la pace all’udito di chi li abita. (A voi il compito di interpretare la metafora.)
L’autore usa la novità come amo per far abboccare il lettore e condurlo nelle vite sofferte dei protagonisti, nell’esempio uno spazzasuoni muto e una ex cantate lirica, pensionata dall’avvento della musica ultrasonica (altra novità!): ecco l’elemento fantascientifico gravare sugli uomini, ogni nuova società ha il suo giogo…

La normalità della fantasia

Ballard ci introduce in questi mondi immaginari senza presentazioni o artifici. Ha la capacità di vederli e ambientarvi una storia con la stessa naturalezza con cui Pavese ci porta nelle sue colline o Pennacchi nell’Agro Pontino. In poche pagine siamo nel mondo di Ballard: i nostri occhi sono gli occhi del protagonista, il nostro cuore batte al ritmo degli eventi narrati.

Quello che a noi pare naturale è in realtà frutto di una grande sapienza narrativa. Il mondo immaginario si disvela ai nostri occhi man mano che le cose entrano nel raggio d’azione del protagonista, alimentando il senso del mistero e, in ultimo, la curiosità di chi legge. Il racconto La prigione di sabbia deve la sua efficacia interamente a questo meccanismo di disvelamento progressivo.

L’unico problema di Ballard sono i finali. Arrivano improvvisi, netti, colmi di amarezza o disperazione, con l’effetto di lasciare il lettore interdetto, se non deluso.

Incubo a quattro dimensioni è comunque un libro importante, consigliato a tutti gli appassionati fantascienza, a chi si è rotto le balle della narrativa post-atomica contemporanea e agli aspiranti scrittori.

Il podio dei racconti migliori

  1. Cronopoli
  2. In tredici verso Centuaro
  3. Essi ci guardano dalle torri

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