Piccola guida per resistere ai bestseller

Ti avvicini a una libreria. Guardi la vetrina: Ken Follett, Fabio Volo, Dan Brown, Giorgio Faletti, J. K. Rowling, Andrea Camilleri, Stephen King… Difficilmente un autore “vetrinato” ne esce prima di un decennio. Se esce, è perché ne hanno “confezionato” un altro.

Non voglio scrivere un articolo contro i bestseller (qui Renato Di Lorenzo spiega bene perché sono merci e non cultura). Per carità: ne ho letti a bizzeffe (una ventina del solo King!) e ogni tanto qualcuno lo piglio ancora. Però vorrei riflettere su cosa vi state perdendo.

Un bestseller, se è ben fatto, cattura l’attenzione del lettore, lo assorbe e non lo lascia più fino alla fine. Una storia avvincente, un thriller mozzafiato, un amore meraviglioso rapiscono il lettore per un certo lasso di tempo. Sì, perché i bestseller spesso e volentieri contano un bel numero di pagine: dalle 800-1000 di Ken Follett alle 350 di Fabio Volo. Ci vuole tempo per leggere un bestseller. Sei sicuro ne valga la pena?

L’attualità dei classici

Le librerie non hanno solo novità. Scoppiano di classici, antichi e moderni. Cos’è un classico? Prima ti dirò cosa non è: un polpettone noioso scritto in una lingua astrusa da gente morta e sepolta.

Un classico è un libro che si è distinto da tutti gli altri per il modo originale dell’autore di affrontare tematiche nuove o vecchie, divenute poi uno standard letterario imitato da altri scrittori (solitamente con meno successo). Originale, ovvero unico perché personale; personale, perché trae origine dall’essenza dell’esperienza umana dell’autore.

Per questi motivi un classico è tale sia per la qualità della scrittura che del contenuto. Ciò non significa che ogni classico sia umanamente edificante o stilisticamente all’avanguardia, ma sicuramente si tratterà di un testo che sfida il lettore a prendere una posizione perlomeno culturale.

Non mi dire che posso leggere solo classici…

Oltre ai sempreverdi Dostoevskij, Steinbeck e Pirandello, c’è un oceano di scrittori emergenti che hanno un sacco di cose da dire. Probabilmente nessuno di loro scriverà mai un classico, ma altrettanto probabilmente ti offriranno qualcosa di più originale rispetto a chi mette sul banco un libro da 800 pagine ogni dicembre.

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