The Beatles – Abbey Road

Avevo 13 anni quando i Beatles entrarono in casa mia nella forma antiquata ma affascinante della musicassetta di Help! Fu amore a prima vista: definirono il mio standard di lentone sentimentalone con Yesterday e di rock scatenato con Dizzy miss Lizzy, ma la mia preferita rimane quella I’ve just seen a face che ascoltai mille e una volta.

Da lì all’acquisto della loro discografia passarono una decina d’anni. Poi, quando ebbi finalmente tutti e 13 i loro album di studio, mi stancai dei Beatles e passai a tutt’altro (Lou Reed e Davide Van De Sfroos, tanto per fare due nomi che resistono tuttora in cima alle mie preferenze).

Da quel giorno sono trascorsi 5-6 anni: cosa rimane dei Beatles nella mia vita musicale di oggi, giovedì 10 febbraio 2011? Facendo una retrospettiva alquanto sbrigativa, restano un ottimo ricordo, vagonate di canzoncine pop, alcune emerite schifezze e un triduo di album monolitici: Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, il White Album e soprattutto Abbey Road.

cover The Beatles - Abbey RoadSottraendo per un secondo i Beatles dall’aura mitologica che da sempre li circonda, è facile rendersi conto che i primi 4 album – da Please please me a Beatles for sale – sono piuttosto poveri a livello creativo e musicale: alla lunga, stancano.
Da Help! in avanti la crescita è stata costante fino a Sgt. Pepper’s, mentre Abbey Road è il colpo di reni. Ultimo album composto dalla band britannica, è uscito un anno prima di Let it be e presenta alcuni aspetti interessantissimi e, per quanto riguarda i Beatles, unici.

L’album dura la bellezza di 47 minuti: sembra uno scherzo ma, eccetto il White Album (che era un doppio lp, oggi doppio cd), nessuno degli altri album dei Beatles supera i 40 minuti (né li supererà Let it be, fermo a 35). Questo dà l’idea della ripetitività dello schema canzone/album adottato dai Fab Four.

Abbey Road è composto da 17 brani: fino al decimo tutto secondo la norma, da lì in poi si lasciano finalmente andare: 7 istantanee musicali, 7 cannonate libere da schemi e ritornelli. Sorprende il fatto che a scriverle sia stato soprattutto Paul McCartney, che fino ad allora aveva firmato i pezzi più canonici del repertorio (ma c’è chi sostiene che fosse morto 3 anni prima: leggi la leggenda).

Abbey Road fa il sunto di 7 anni di Beatles e lo fa bene con Something e Here comes the sun di Harrison, Come together e I want you di Lennon, Maxwell’s silver hammer e Oh! Darling di McCartney, Octopus’s garden di Ringo Starr; poi, dopo l’orrenda Sun King, riesce ad andare oltre con pezzi come She came in through the bathroom window, Carry the weight e The end.

I Beatles salutano lasciandoci con un dubbio – cos’altro avrebbero potuto creare se non si fossero sciolti poco dopo? - e con una certezza: nella maggioranza degli album precedenti la libertà compositiva è stata pari allo zero.

Insomma, fino ad Abbey Road avevano interpretato lo standard in maniera mirabile, suonando un po’ di tutto – dal rock ‘n’ roll alla psichedelica – ma sempre un passo indietro rispetto ai migliori (Chuck Berry, Kinks, The Who, Rolling Stones, Pink Floyd, Velvet Underground solo per citare i più noti). Non avevano (quasi) rivali solo nelle canzoni pop da 3 minuti, quelle che ancora oggi rappresentano lo standard radiofonico. In Abbey Road hanno rotto gli indugi, poi si sono sciolti e nessuno dei quattro ha più raggiunto questi vertici. Probabilmente George Harrison è stato l’unico a lasciarci un grande album: il triplo lp All things must pass.

Che dire… almeno è stato un bel commiato.

3 Commenti

  1. Massimo dice:

    Cosa avrebbero potuto creare? Forse Scaruffi l’ha detta giusta…con l’avvento dell’hard rock i Beatles non erano in grado di copiare la moda del momento, poiché non ne avevano le capacità tecniche.

  2. jean7uc dice:

    attenzione: il White Album non era un quadruplo LP, ma un doppio Lp, successivamente ristampato come doppio cd

  3. Martino Savorani dice:

    jean7uc grazie per la segnalazione! Non sono un professionista ma solo un fan, chissà quante altre imprecisioni ho seminato qua e là. Ho corretto.

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