Butthole Surfers – Psychic… Powerless… Another Man’s Sac

cover Psychic... Powerless... Another Man's SacNon avrei mai pensato di scrivere di questo album, né di qualsiasi altra cosa composta, suonata o anche solo pensata dai Butthole Surfers. E invece…

L’incubo inizia con Concubine e peggiora (se possibile) con Eye of the chicken: in due fanno 4 minuti di musica, più che sufficienti per convincerci che i ragazzi sono sballati duri e pesantemente deviati.

Sospiro di sollievo con Dum dum, che si regge su un refrain puramente pop suonato col piglio di chi mette in pista la canzone definitiva. Anche Woly boly ha la struttura di una canzone pop, ma filtrata dalla mente e dalle mani di un demente risulta grottesca.

Negro observer è una ballata piacevolissima. Inserirla qui è un po’ come mettere in tavola un vino da mille euro per accompagnare un’insalata di erbe infestanti.

L’omonima Butthole Surfer – che significa letteralmente “surfista del buco del culo” – è la classica canzone punk, ignorante e irriverente. Non si staranno mica ammorbidendo? Ah no, ecco Lady sniff, volgare e demenziale come non mai (sputi, rutti e scoregge fanno parte del pezzo).

Bene, se siete arrivati fin qui siete pronti per i 6 minuti 23 secondi di Cherub. Sembra di stare sull’Enterprise di Star Trek dopo aver perso la guerra. Mexican caravan e Cowboy Bob vivono della stessa nevrosi; promettono di durare all’infinito, ma entrambe si fermano prima del terzo minuto.

Chiude l’album Gary Floyd, una delle canzoni più belle, grintose ed efficaci di tutti i tempi, da mettere lassù con You really got me, Johnny B. Goode e poche altre.

Sono passati 35 minuti tondi tondi: vi sembravano di più? Come vi sentite?

Ascoltare Psychic… Powerless… Another Man’s Sac è un’esperienza diversa dall’ascoltare musica: è come finire in un buco nero, su un pianeta alieno, nemico, dove non c’è tempo né modo di capire, cogliere la realtà, pensare e ragionare. Tutto è confuso: piacevole, sgradevole, a volte le due cose insieme. Alla fine del cd la sensazione è quella di uscire dall’auto dopo un lungo viaggio sotto una pioggia incessante, e scoprire che fuori c’è il sole. È per questo che vale la pena ascoltarlo.

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