Hole – Live through this

Riporto un vecchio articolo che avevo scritto sul mio primo blog…. una sorta di scheletro nell’armadio. Ma, come avrete modo di constatare, si tratta di uno scheletro assai vitale!


Storico. Iniziare la propria discografia con le parole When I was a teenage whore non può essere altro che storico. Che poi quell’album (Pretty on the inside, Caroline 1991) fosse fatto più di grida che di musica, è un altro discorso. Ma che cazzo, lei ha sposato Kurt Cobain, si può permettere di fare quello che vuole. Soprattutto dopo il suo quasi-certo suicidio. E infatti esce questo Live Through This, che fa le scarpe a tutti gli altri album delle Hole e le erge a girl-band del decennio.

Anche se di girl hanno ben poco, quel poco è capace di stimolare orgasmi intellettuali nei più integerrimi individui (e non di solo sesso maschile). Tramite la musica, chiaramente, non certo cantando con le tette di fuori (pratica, devo dire, molto apprezzata, che purtroppo non trova riscontro in Italia).

Venendo alla musica, in questo cd le ballad sono tutte un po’ più ballad (Doll PartsSofter, Softest) e le scatarrate della teenage whore sono un po’ meno scatarrate ma più “zighi” degni del defunto marito (Rock Star e Violet). Questo fare il verso ai Nirvana, cercando di esserne il corrispettivo femminile, fa sorridere ma anche piacere: mi piacciono le canzoni, mi fanno ridere i testi. Quando Cobain cantava della morte, prendeva la faccenda maledettamente sul serio; Courtney invece ne parla come di cracker con lo squacquerone. Tutto ciò è meraviglioso.

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