The Holy Modal Rounders – Indian war whoop

Gli Holy Modal Rounders sono Peter Stampfel e Steve Weber, un duo newyorkese che dal 1964 mescola con successo folk, alcol, psichedelia e idiozia.

Avrebbero potuto essere famosi per due motivi:

  • Hesitation Blues, contenuta nel loro album d’esordio, è stata la prima canzone a esser definita psichedelica
  • riuscirono a infilare If you want to be a bird nella colonna sonora del film Easy rider

Andò male: la loro pagina di Wikipedia esiste solo in inglese e svedese.

Il loro primo LP si chiamava semplicemente Holy Modal Rounders e conteneva ballate country ubriache, tra le quali la sopraccitata Hesitation Blues.
Mentre gli Holy Modal Rounders ponevano la prima pietra psichedelica, i Beatles cantavano ancora Can’t Buy Me Love e uno studente di architettura di 21 anni stringeva la mano di Syd Barrett dicendo “piacere, Roger Waters”.

L’anno dopo pubblicarono il secondo album dal titolo rivoluzionario Holy Modal Rounders 2, ma il capolavoro è questo Indian war whoop del 1967.

la copertina dell'album Indian war woop di The Holy Modal RoundersIl primo brano, Jimmy and Crash survey the Universe, sono 46 secondi senza senso. Il secondo, Indian war whoop, è letteralmente ciò che promette: ululati entusiastici di improbabili indiani sul piede di guerra.

Sweet apple cider è una ballata che conserva una risicata sobrietà solo per 60 secondi, poi l’idiozia invade le note da saloon e si traballa così fino alla fine.

Durante Soldier’s Joy basta chiudere gli occhi per vedersi saltellare in una festa western con una donzella alla mano. Peccato che i musicisti siano già sbronzi. Cocaine blues parte con uno scambio di opinioni tra i due “artisti”. Dopo un po’, senza fretta, iniziano a suonare.

Sky divers è la canzone più delirante. I suoi 5 minuti contengono idee per costruire almeno altre 5 canzoni brutte. Difatti la successiva The second-hand watch è un loop delle ultime parole di Sky divers.

Poi arriva Radar blues: rimboccatevi le maniche, è la canzone più lunga e lagnosa e simpatica dell’album. 5 minuti e 36 secondi di lamentele blues, divagazioni canore, versacci, belati e falsetti che metterebbero in crisi Freddie Mercury, con la musica a far da sottofondo a quei due beoti di Stampfel & Weber.

Se superate Radar blues è probabile che non vi spaventiate troppo nemmeno con The I.W.W. Song, che dopo un minuto delirante indovina un jingle abbastanza convincente e orecchiabile, per quanto questi aggettivi siano privi di significato se associati agli Holy Modal Rounders.

Football blues e soprattutto Bay rum blues riportano l’album su livelli accettabili di insanità mentale: hanno un inizio, uno svolgimento e una fine, benché siano cantati da persone vocalmente instabili, ironicamente intonate e melodicamente idiote.
La finale Morning glory sembra una ninna nanna cantata dopo una bottiglia di Jack Daniel’s.

Come avrete ben capito, si tratta di un album unico e irripetibile. Dura solo 32 minuti e 49 secondi, ma richiede mesi di psicanalisi per accettare che anche questa (ma forse soprattutto questa) è musica.

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