Lòm a Merz

Lume a Marzo (Lòm a Merz in dialetto) è un’antica tradizione romagnola che vedeva le campagne accendersi sul finire di febbraio (le date buone sono gli ultimi tre giorni di febbraio e i primi tre di marzo: tutti gli altri lumi a marzo sono da considerarsi “eretici”). I fuochi duravano per ore e ore, anche l’intera notte, mentre uomini e donne e bambini si radunavano lì attorno per scaldarsi e fare lume a marzo, ovvero illuminare il mese che veniva auspicando portasse la primavera e tutto ciò che comportava.

Se per noi “contemporanei” la primavera coincide con il risveglio degli istinti amorosi, le diete in vista della prova costume e altre amenità, per gli antichi la primavera significava liberarsi dal gelo dell’inverno e riscoprire la speranza di avere una buona annata (specialmente agricola). Per questo bruciavano la malasorte e il maligno, quasi che fossero intrappolati nelle sterpaglie e nei residui della potatura che andavano a costituire il grande fuoco nominato appunto Lòm a Merz.

Lume a marzo a Borgo Rivola

Il lume a marzo a Borgo Rivola è da sempre una delle poche iniziative capaci di radunare giovani e meno giovani, bambini e anziani per una serata davvero comunitaria.

A Borgo Rivola il Lòm a Merz si tiene ogni 28 febbraio nel Campino (il parco comunale dove si svolgono anche tutte le feste della Pro Loco e del gruppo giovani). Il fuoco viene acceso intorno alle 19, il resto viene da sé: vino, ciambella, panini con pancetta e salsiccia, vin brulè e cioccolata calda fino a mezzanotte circa. Poi, lentamente, il fuoco e i partecipanti si vanno assopendo: tanto è già marzo.

Rispondi