Recensione del film di William Wyler romanzo di Lee Wallace
Quando parliamo di Ben-Hur, pensiamo subito al celeberrimo film di William Wyler del 1959, vincitore di 11 premi Oscar (record tuttora imbattuto, solo eguagliato). Io l'ho sempre considerato uno dei capolavori del cinema e uno dei miei film preferiti, di sicuro entra nella mia top 20. Quest'anno ho deciso di leggere il libro da cui è tratto: un romanzo scritto da Lew Wallace, un ex generale della guerra di secessione americana e senatore repubblicano. Ben-Hur è uscito nel 1880 ed è diventato subito un bestseller internazionale da cui hanno tratto vari film, di cui due muti - forse vale la pena recuperare quello degli anni Venti.
Mi sono avvicinato al romanzo con curiosità: è un libro dell'Ottocento, il mio secolo prediletto della letteratura, pubblicato quando in Europa uscivano I fratelli Karamazov, Anna Karenina, I miserabili… ecco, erano quegli anni lì. Il libro invece mi ha sorpreso perché è molto diverso da questi capolavori europei: è un libro leggero, è un bestseller moderno e molto cinematografico - anche se il cinema non esisteva ancora - tant'è che la prima parte narra...
La storia di Ben Hur
Per chi non la sapesse, la storia è molto semplice: Ben Hur è un ricco ebreo che per errore far cadere una tegola del tetto sulla testa di un Console Romano. Questo comporta la rovina della sua famiglia: viene arrestato e ridotto schiavo - diventa un rematore -, la madre e la sorella vengono imprigionate e la sua casa confiscata. Toccato il fondo, inizia la parabola di risalita di Ben Hur, che torna ad appropriarsi di tutto... e anche di più.
Caratteristica centrale del romanzo, è la sua ambientazione nell'epoca della venuta di Gesù: Ben Hur e Gesù sono più o meno coetanei e il suo destino si incrocia con quello di Gesù. Questo fatto nel film di Wyler viene solo accennato.

La prima parte del libro racconta quello che vediamo nel film e culmina con la gara delle bighe, una delle scene più celebri della storia del cinema in cui Ben Hur sfida il suo ex amico Messala in una corsa sulle bighe; questa è sostanzialmente la fine del film ma nel libro si trova poco oltre la metà. Da lì in poi Ben Hur diventa una sorta di rivoluzionario ebreo che, pur mantenendo una certa umanità, si adopera per costituire un esercito per poter rovesciare il potere Romano, in attesa che arrivi un re del quale possa fare il condottiero.
Il re tanto sperato sembra essere Gesù; Ben Hur riesce a intercettarlo e diventa un suo seguace. Man mano che ne segue le gesta rimane un po' interdetto: non si comporta come un re che si prepara per entrare in guerra e prendere il potere; finché alla fine del romanzo Ben Hur ha una rivelazione: Gesù non è venuto per fare il re alla maniera dei re, perché il suo regno è di un altro mondo.
Meglio come documento storico che come romanzo
Mentre il Ben Hur del film è un personaggio molto positivo, nel libro ha anche degli aspetti negativi che lo rendono più realistico. il protagonista incarna l'ebreo che si aspettava da Gesù una liberazione dal dominio Romano, ma alla fine si converte e diventa uno dei primi cristiani.
Questa parabola è molto interessante a livello storico: assistiamo a come si rapporta con gli altri ebrei, come racconta con un occhio esterno una vicenda che tutti più o meno conoscono (quella della cattura, della passione e della morte di Gesù). Bisogna tenere conto che l'autore era molto religioso, difatti il titolo originale del libro era Ben Hur: a tale of the Christ.
Tuttavia devo ammettere che il romanzo mi ha un po' deluso: speravo fosse un libro imprescindibile e non lo è, pur avendo molti aspetti interessanti. La prima parte punta soprattutto sull'avventura e sul ritmo, ma quando scende di ritmo diventa un po' noiosa, poco interessante. E i personaggi… non è che la profondità dei personaggi sia da grande letteratura. Si vede che sono un po' strattonati quando devono cambiare o convertirsi.
Altra pecca - di certo da non imputare all'autore Wallace - è la tragica traduzione dell'ebook Amazon: è piena zeppa di errori di ortografia e di sintassi, a volte la virgola è messa nel posto sbagliato e cambia il significato delle frase, bisogna rileggerla per capirla.... Veramente un macello indegno!
Una lettura interessante a livello "cinematografico": è incredibile constatare che nel 1880 in America usciva un libro pronto per diventare un film! Cosa che è accaduta poco dopo, perché la prima riduzione cinematografica risale al 1907.
Tirando le somme, se siete curiosi quanto me o se avete amato il film, vi consiglio la lettura di Ben-Hur perché il personaggio si arricchisce di dettagli caratteriali ed esperienziali molto interessanti. Soprattutto la seconda parte ha una rilevanza anche storica: se siete religiosi o siete interessati alla vicenda di Gesù, il testo di Wallace offre un punto di vista che completa le conoscenze che abbiamo. In caso contrario, si può trovare tanto di meglio nell'Ottocento e senza sforzo.
Crediti: immagine generata con intelligenza artificiale (OpenAI), elaborazione originale per questa recensione.
Ciao Martino. Ti segnalo https://benhurunaltrofilm.it/
Grazie, lo ascolterò quanto prima!