Dovere e desiderio. Per l’unità di corpo e anima

cipolla e fagioli

Non so voi, ma le mie giornate sono zeppe di impegni. Qualora non lo fossero, riesco a riempirle in un attimo. Sono così tante le cose che dovrei / vorrei / potrei fare che una vita in ferie non basterebbe. Non parlo del coast to coast degli Stati Uniti in auto, del giro dell’Alaska a piedi o di circumnavigare l’Africa in barca a vela: ho progetti e vizi a budget praticamente zero, io.

Tuttavia il mondo mi reclama: lavori da consegnare, bollette da pagare, le solite cose insomma. La tentazione di fare come (quasi) tutti – scendere a compromessi, rinunciare a qualcosa – è grande e, non lo nascondo, il più delle volte la assecondo. Ma anche chi rinuncia a molto, o a tutto, non può fare a meno di continuare a desiderare ciò a cui ha rinunciato; magari senza rimpianto, felice della scelta fatta, ma il desiderio permane, sia esso superficiale o un anelito profondo del cuore.

In questi anni di tira e molla tra quello che devo e quello che voglio fare, ho individuato un punto di incontro fra Dovere e Desiderio. Questo non significa che non ce ne siano altri, ma quello che ho trovato io è così semplice, addirittura banale, da essere alla portata di tutti.

Per una filosofia del (tonno) cipolla e fagioli

A fine giornata, quando sguscio via da tutto e da tutti, capita (raramente) di cenare da solo. È allora che, di fronte agli infiniti menu che il creato mi mette a disposizione, il mio cuore sussulta solo per un piattone tonno cipolla e fagioli (a volta con aggiunta di pomodori). A dire la verità il tonno è un di più: cipolla e fagioli contengono già il mistero dell’unità fra corpo e anima.

La cipolla è l’anima: esprime il bisogno della solitudine, della purificazione, della trascendenza, della totalità.

I fagioli sono il corpo: soddisfano i bisogni della carne, dai più elementari come la fame a quelli più ideologici come il risparmio e la convinzione di vivere in salute.

Anche questa celebre unione, per risultare fausta, deve osservare un rituale.

Ricetta cipolla e fagioli per l’unità di corpo e anima

Scegliete cipollotti freschi, o cipolle bianche o gialle – non quelle di Tropea, che sono per fighetti senz’anima – affettateli e uniteli a fagioli borlotti o cannellini (anche quelli precotti al vapore vanno bene, niente sottomarche però!), a seconda che vi sentiate tori o ghepardi – io prediligo i tori-borlotti. Condite con un buon olio extravergine d’oliva, salate, munitevi di pane toscano e dateci dentro! Meglio se accompagnati da vino rosso del contadino, rigorosamente in tanica (no bottiglia!).

Dimenticavo le proporzioni. Deve esserci almeno un 30% di cipolla, se aggiungete il tonno non più di 1 scatoletta da 80 gr a persona (sì, in scatola e non fresco, perché il tonno non deve essere il protagonista del piatto), stessa cosa per il pomodoro: non più di 2 pomodori medi a persona (ne basta 1).

Compiti per il dopocena

Non mi resta che augurarvi buon appetito! Poi, a pancia piena, fermatevi un attimo a riflettere: chiedetevi se esiste nella vostra vita un altro posto, o compagnia di amici, o qualsiasi cosa che coinvolge corpo e anima come (o più) di un bel piatto di cipolla e fagioli. Vi auguro di trovarlo!

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