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La mia mamma suona il rock (2013)

Recensito giovedì 29 Marzo 2018
Anno: 2013
Durata: 90 minuti
Regia: Massimo Ceccherini
Sceneggiatura: Massimo Ceccherini, Andrea Bruni, Silvio Capecchi
Produttore: Andrea Iervolino
Cast: Massimo Ceccherini, Antonio Fiorillo, Lallo Circosta
<pLa mia mamma suona il rock è la creatura selvaggia di Massimo Ceccherini: senza senso fin dal titolo, procede a briglia sciolta raggiungendo vette di bruttezza che i filmbrutti italiani non toccavano dai tempi del mitico e inarrivabile Alex l'Ariete.

Voto

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<pLa mia mamma suona il rock è la creatura selvaggia di Massimo Ceccherini: senza senso fin dal titolo, procede a briglia sciolta raggiungendo vette di bruttezza che i filmbrutti italiani non toccavano dai tempi del mitico e inarrivabile Alex l'Ariete.

Alessandro Benvenuti, Mario Monicelli e Leonardo Pieraccioni sono i principali imputati della nascita, dell’ascesa e della mitizzazione di Massimo Ceccherini. Benvenuti l’ha fatto esordire nel 1990 in Benvenuti a casa Gori, dandogli un posto anche nel successivo Zitto e mosca (1991) e nel sequel natalizio Ritorno a casa Gori (1996); Monicelli l’ha nobilitato inserendolo in uno dei suoi film peggiori, Cari fottutissimi amici (1994); Pieraccioni l’ha reso una star ne Il ciclone (1996).

Se c’è stato il boom dei comici toscani – da Panariello in giù, ne paghiamo ancora le conseguenze – e se Massimo Ceccherini ha avuto la possibilità di fare film come La mia mamma suona il rock, la colpa è dei tre signori sopraccitati.

Almeno una buona notizia c’è: ad oggi, giovedì 29 marzo 2018, La mia mamma suona il rock è l’ultimo film scritto e diretto da Massimo Ceccherini. Speriamo che lo rimanga.

Diciamo subito una cosa: i precedenti film scritti (!) e diretti (!) da Ceccherini, ovvero La mia vita a stelle e strisce, Faccia di Picasso e Lucignolo erano pura monnezza, ma al loro confronto La mia mamma suona il rock è un rifiuto radioattivo.

I primi dieci minuti di La mia mamma suona il rock

I primi dieci minuti di La mia mamma suona il rock sono di una bruttezza unica, roba da strapparsi la pelle con il pelapatate. Entriamo nella vita di due ragazzi omosessuali obesi che vivono in una sfarzosa villa sul mare. La coppia va in crisi quando Cristiano (Antonio Fiorillo) comincia a desiderare terribilmente un figlio. Un desiderio ostacolato dalla natura, dalla religione e dalla legge.

Lasciato dal compagno (Franco, interpretato da Lallo Circosta), Cristiano sprofonda nella depressione, ma un servizio tv sui barboni gli fa venire un’idea. Esce in auto e gira tutto il giorno finché raccoglie dalla strada Massimo (Ceccherini), un cantante punk che dormiva sul viale di casa in seguito a una sbornia: lo porta a casa, lo lega, lo veste da neonato, si traveste da “mammina” e comincia a prendersene cura come fosse suo figlio.

Massimo Ceccherini in La mia mamma suona il rock

Massimo cerca più volte di fuggire, senza successo. Allora prova a girare la situazione a suo favore, facendosi procurare alcol e mignotte in gran quantità da mammina. Il finale è grottesco, ma niente in confronto a ciò che sarete costretti a vedere per arrivarci.

Come se non bastasse: i comprimari

Con l’amichevole partecipazione di Valeria Marini

A un certo punto entra in scena Valeria Marini. La Valeriona Nazionale, tenuta insieme da un vestito strettissimo e con le tette costantemente affacciate al balcone, sta in scena una decina di minuti senza perché, plasticosa appendice estranea alla trama principale.

Mi immagino Ceccherini a sceneggiatura ultima sbottare: “Ohibò, mi sono dimenticato della mia amica Valeria!” e aggiungere alla cazzo di cane un paio di scene con la Marini.

Cristina Del Basso: mai una gioia

La bella del film è Cristina Del Basso: l’ultra maggiorata del Grande Fratello 9 interpreta Gilda, la sciocchissima fidanzata di Massimo.

Non ho niente da rimproverare all’onesta Cristina, d’altronde non è questo il film adatto per giudicare le sue doti di attrice, ma il signor Ceccherini deve spiegarmi una cosa: che senso ha affidare la parte della belloccia a una maggiorata e poi farle indossare dei maglioni girocollo?

Della serie “mai una gioia”.

Alessandro Paci: si fa odiare, ma l’unica zampata è sua

Alessandro Paci, comico toscano capace come pochi di far cascare le palle, è un grande amico di Ceccherini, tant’è che lavorano insieme praticamente da sempre.

In La mia mamma suona il rock si rende protagonista delle peggiori gag del film, come se bastasse la parlata toscana a far scattare la risata. Poi, fulmine a ciel sereno, azzecca una battuta, l’unica decente di tutto il film. Tanto basta a renderlo l’eroe della serata.

Apologia di Massimo Ceccherini

Con La mia mamma suona il rock Ceccherini dimostra di essersi ormai affrancato dal ruolo di comico: non fa più ridere nemmeno per sbaglio.

Come sceneggiatore ha coraggio da vendere, affrontando temi sociali caldissimi come l’amore e l’adozione gay, peccato che al riguardo non abbia niente da dire. Usa l’ironia quando non dovrebbe, non la usa quando dovrebbe, così la coppia gay è solo patetica, il tema dell’adozione è ridicolizzato e l’unica cosa autentica è la povertà di competenze. Non stupitevi per un’inquadratura fuori fuoco, un punto di vista anomalo (senza motivo), una colonna sonora sconnessa dalle immagini.

La mia mamma suona il rock è la creatura selvaggia di Massimo Ceccherini: senza senso fin dal titolo, procede a briglia sciolta raggiungendo vette di bruttezza che i filmbrutti italiani non toccavano dai tempi del mitico e imbattibile Alex l’Ariete.

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