Barabba (1962)

Anthony Quinn dà il volto al Barabba di Pär Lagerkvist, per questo film sulla vita (inventata) del bandito che venne liberato dalla folla al posto di Gesù.

Barabba, locandina del film

Violento, beffardo e inarrestabile, Barabba viene tormentato per tutta la vita dall’incontro con Gesù. Lo incontra una volta sola, davanti a Ponzio Pilato, ma l’incontro si ripete in varie occasioni, nel volto nelle parole e nei gesti dei primi cristiani. Nella sua balorda comune, nelle miniere di zolfo, persino nell’arena dei gladiatori Barabba si imbatte nei discepoli di Gesù.

Barabba è l’uomo che vorrebbe credere, ma rifiuta tutte le risposte che incontra. Barabba è la figura terribilmente attuale di un uomo sordo e cieco alle chiamate di Dio, alla continua ricerca di un dio conforme ai suoi ideali (infatti pensa di trovarlo nel dio che avrebbe ordinato l’incendio di Roma).

Imponenti le scenografie, spettacolari i combattimenti nell’arena, il film vive i momenti migliori nelle scene finali, davvero di grande impatto. Forse la parte centrale è un po’ molle, ma Barabba resta un ottimo kolossal d’annata di produzione italiana. E Anthony Quinn, be’, è semplicemente perfetto.

Anthony Quinn è Barabba

Note: il film è affidato alla regia dell’americano Richard Fleischer (celebre per Viaggio allucinante e Tora! Tora! Tora!, ma vi consiglio anche Lo strangolatore di Boston), mentre il cast annovera la partecipazione di Silvana Mangano nel ruolo di Rachele, la donna di Barabba, e di Vittorio Gassman (Sahak).

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