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Corpus Christi (2019)

Recensito lunedì 31 Gennaio 2022
Anno: 2019
Durata: 115 minuti
Regia: Jan Komasa
Sceneggiatura: Mateusz Pacewicz
Produttore: Leszek Bodzak, Aneta Cebula-Hickinbotham
Cast: Bartosz Bielenia, Aleksandra Konieczna, Eliza Rycembel

Un giovane delinquente con la vocazione sacerdotale si spaccia per un prete in pellegrinaggio e prende le redini di una parrocchia di campagna per un breve periodo. Il suo operato, insolito ma profondamente cristiano, conquisterà i cuori dei paesani, ma si farà anche dei nemici. E poi il suo passato riemerge.

Corpus Christi è tra i film polacchi più importanti del nuovo millennio: è arrivato nella cinquina per l'Oscar a miglior film straniero e detiene il record di riconoscimenti ai Polskie Nagrody Filmowe (i David di Donatello polacchi).

Voto

8

Un giovane delinquente con la vocazione sacerdotale si spaccia per un prete in pellegrinaggio e prende le redini di una parrocchia di campagna per un breve periodo. Il suo operato, insolito ma profondamente cristiano, conquisterà i cuori dei paesani, ma si farà anche dei nemici. E poi il suo passato riemerge.

Corpus Christi è tra i film polacchi più importanti del nuovo millennio: è arrivato nella cinquina per l'Oscar a miglior film straniero e detiene il record di riconoscimenti ai Polskie Nagrody Filmowe (i David di Donatello polacchi).

La trama di Corpus Christi

Daniel è rinchiuso in riformatorio per una serie di piccoli furti e anche qualcosa di più grosso; vorrebbe entrare in seminario e diventare sacerdote, ma la sua fedina penale glielo impedisce. Quando gli viene offerta l’opportunità di lavorare in una segheria al di fuori del riformatorio, Daniel non esita ad approfittare della momentanea libertà per ubriacarsi, drogarsi e fare sesso con una studentessa appena conosciuta.

Il giorno dopo, per non rivelare che viene dal riformatorio, si spaccia per prete. Quello che nasce come un banale scherzo diventa un affare serio quando l’anziano sacerdote, che l’ha accolto in canonica, gli chiede di sostituirlo per pochi giorni. Daniel accetta e si assume la responsabilità di dire messa, confessare i fedeli, ecc.

la messa - corpus christi

Daniel stringe amicizia con Marta, figlia della perpetua, e in breve il suo modo scanzonato ma anche illuminato di abbracciare la vita con uno sguardo cristiano conquista la simpatia dei parrocchiani, inclusi i giovani amici di Marta. Finché viene a conoscenza di una ferita che lacera ancora il cuore di diverse famiglie: in un incidente stradale hanno perso la vita 6 ragazzi e il conducente dell’altra auto; i famigliari delle vittime hanno incolpato l’uomo, un compaesano con un passato da alcolista, accusando apertamente la vedova.

Marta e Daniel - Corpus Christi

Daniel si prende a cuore la vicenda e, insieme a Marta (il cui fratello è una delle vittime), si adopera per riappacificare le due fazioni e dare finalmente degna sepoltura alle ceneri dell’uomo (per questioni di ordine pubblico, il funerale è stato rimandato per tutti quei mesi). Ma il sindaco – che è anche proprietario della segheria – e i paesani si oppongono in ogni modo. In tutto questo, un suo compagno del riformatorio, riconosciutolo, lo ricatta…

Corpus Christi non è una commedia

Nel caso qualcuno avesse frainteso: no, Corpus Christi non è una commedia. L’equivoco di un detenuto che si finge sacerdote non è rappresentato in chiave umoristica, ma profondamente drammatica. Daniel è un ragazzo fragile e senza futuro come tutti quelli del riformatorio, ma se gli altri sognano un lavoro e la libertà, lui ambisce al sacerdozio.

Daniel alias padre Tomasz - Corpus Christi

Grazie all’abito talare Daniel ha finalmente la possibilità di esprimersi e l’autorità di farsi ascoltare, tanto sull’altare quanto per la strada. Non solo: lui c’è tagliato per il sacerdozio: lo tiene lontano dalla deriva che prenderebbe la sua vita e gli fa sentire di avere finalmente un senso, uno scopo.

La parabola, vi avviso, è drammatica, e il finale tragico. Tanto più che Daniel non è un santo nemmeno “da prete”. Tuttavia… Tuttavia il film è costellato di intuizioni che non possono lasciare indifferente lo spettatore.

I parrocchiani, anche quelli devoti come la perpetua, vivono una fede mesta, annichilita. Quanti credenti ci sono così!?! Io stesso mi identifico in questa descrizione un sacco di volte. Le cose cambiano quando il nuovo (finto) prete li sfida ad approfondire veramente, carnalmente il perdono. La coscienza tende ad assopirsi, cullata dalla frenetica routine quotidiana, ma basta incontrare un testimone, una persona infiammata dalla fede, per vedere la scintilla riaccendersi. Allora anche un impossibile perdono può diventare realtà.

Un film che spiazza

Corpus Christi - il finale di Daniel

Prima sceneggiatura dell’allora 27enne Mateusz Pacewicz, Corpus Christi è un film che spiazza. Presenta tre figure di sacerdoti: padre Tomasz, un sacerdote quadrato che dice messa in riformatorio; Daniel, il prete impostore capace di risvegliare le coscienze; l’anziano parroco del paese, disilluso e col vizio della bottiglia. Tifiamo tutti per Daniel, nonostante i suoi limiti e non solo nella speranza che li superi, ma perché in lui vediamo la Verità, e la Verità conquista anche se a portarla è un galeotto.

Daniel è forse una metafora della Chiesa: un’istituzione devastata dai problemi – pedofilia, giochi di potere e scandali di vario genere – che nonostante tutto porta Gesù (“io sono la Via, la Verità e la Vita”).

In questo senso va letto anche il finale, che per certi versi è tragico (SPOILER!): tornato in riformatorio, Daniel ferisce gravemente (o ammazza?) un ragazzo in uno scontro, e fugge inseguito dalle guardie. Al paese la vedova torna a messa e viene riaccolta nella comunità, segno dei frutti generati dall’opera di Daniel; mentre Marta, distrutta dall’addio improvviso del giovane prete, abbandona il paese, incapace di distinguere tra il messaggio (il Vangelo) e il messaggero (Daniel). (FINE SPOILER)

Lì per lì, il finale mi è parso tragico – come ho scritto sopra. Riflettendoci, mi sembra che mostri tre strade percorribili dai credenti: la perdizione (nella quale è risucchiato Daniel), l’incomprensione e la delusione (Marta), la riscoperta della fede e il perdono (la perpetua e la vedova osteggiata).

Corpus Christi è un film duro e di rara potenza, come non se ne vedevano da tanti anni.

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