Il villaggio dei dannati (1960)

locandina del film il villaggio dei dannati (1960) di Wolf Rila

È una splendida giornata di sole a Midwich quando tutti gli abitanti e gli animali si accasciano privi di sensi. La stessa sorte tocca a chiunque avvicini il villaggio, ma basta uscire dall’area “contaminata” per riprendere i sensi, apparentemente senza conseguenze. Dopo poche ore, i dormienti si risvegliano: stanno tutti bene, ma non è chiaro cosa abbia generato lo strano fenomeno né cosa ne abbia determinata la fine.

Non posso dire altro della trama del Villaggio dei dannati senza rovinare la visione di questa gemma horror del 1960 tratta dal romanzo The Midwich Cuckoos di John Wyndham (il titolo italiano del romanzo è esso stesso uno spoiler!), comunque in coda alla recensione trovate la trama completa.

Sceneggiato dal regista Wolf Rilla – è l’unico acuto della sua carriera – da Ronald Kinnoch (idem) e da Stirling Silliphant (autore di La calda notte dell’ispettore Tibbs, alcuni episodi della mitica serie Alfred Hitchcock presenta, L’inferno di cristallo e… Over the top con Stallone!) il film è un esempio di escalation perfetta: ogni scena aggiunge un tassello senza rivelare il mosaico completo. Anche da metà film in avanti, quando la minaccia è ben chiara, la tensione non scema perché il mistero si arricchisce di nuovi particolari e sembra non vi sia soluzione.

Memorabile la scena iniziale: nell’idillio della vita rurale, il professor Gordon telefona al maggiore Bernard, ma dopo poche parole cade a terra, svenuto. È passato solo un minuto e siamo già al centro del dramma!

Quello che rende Il villaggio dei dannati una pietra miliare dell’horror fantascientifico è anche la durata: solo 75 minuti. Il film è estremamente compatto, non una scena è superflua, tutto concorre a creare un clima di attesa condito da un funesto presagio che, un minuto dopo l’altro, trova sempre più conferma.

Quasi privo di effetti speciali e girato in bianco e nero, Il villaggio de dannati è ancora oggi un film inquietante: gli occhi bianchi dei bambini prodigio vi rimarranno impressi nella memoria per giorni!

i bambini speciali de Il villaggio dei dannati

Nel 1995 John Carpenter, probabilmente il più grande regista horror di sempre, ha realizzato un omonimo remake, forse tentando di replicare quanto fatto con il leggendario La cosa (anch’esso remake di bel film di fantascienza anni ’50). Stavolta ha mancato completamente il bersaglio: evitate i remake, cercate l’originale.

La trama de Il villaggio dei dannati

(Prosegue dal primo paragrafo, contiene spoiler)

Due mesi più tardi, si manifestano gli effetti dello svenimento di massa: tutte le donne del villaggio in età fertile sono incinte. I feti si rivelano più che perfetti, anzi: crescono a una velocità superiore al normale.

I neonati sono tutti biondi e assai precoci – è forte il richiamo alla razza ariana di nazista memoria – tanto che a un anno si rivelano già in grado di risolvere enigmi complessi. Inoltre i loro cervelli sono connessi e formano una sorta di conoscenza condivisa: quello che sa uno di loro, lo sanno tutti.

Un altro potere non tarderà a manifestarsi: la capacità di leggere e controllare le menti umani. Un potere destinato a crescere nel tempo ed estremamente difficile da contrastare, poiché i bambini riescono con facilità a costringere al suicidio chi li ostacola.

Il professor Gordon, un eminente studioso padre di uno di questi bambini speciali, è in contatto diretto con le autorità militari e scientifiche che gestiscono il caso. Passano gli anni e si scopre che Midwich non è l’unico villaggio in cui si sono manifestate queste strane nascite: si sono verificate nello stesso giorno anche in Australia, Mongolia, Russia e in una comunità di eschimesi. Gli unici sopravvissuti sono i russi, che educano i bambini in scuole d’elite. Ma non dura a lungo: sono costretti ad annientare l’intero villaggio con un missile atomico.

Restano solo i bambini di Midwich. Lo sanno le autorità britanniche, lo sanno gli abitanti del villaggio, e quindi lo sanno anche i bambini, che chiedono al prof. Gordon di organizzargli la fuga.

È solo con un estremo sforzo mentale che il prof. Gordon riesce a celare i suoi piani ai bambini per il tempo sufficiente a far esplodere una carica di dinamite nell’edifico dove tiene lezione ai ragazzi. Il professore sacrifica se stesso per la salvezza dell’umanità.