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Noroi – The curse (2005)

Recensito sabato 7 Gennaio 2023
Anno: 2005
Durata: 114 minuti
Regia: Kôji Shiraishi
Sceneggiatura: Kōji Shiraishi, Naoyuki Yokota
Produttore: Takashige Ichise, Shuntarô Kanai
Cast: Jin Muraki, Tomono Kuga, Marika Matsumoto
Noroi - The curse è un film del 2005 diretto da Kōji Shiraishi. Girato con lo stile del falso documentario, è tra i più importanti J-Horror del XXI secolo.

Voto

8
Noroi - The curse è un film del 2005 diretto da Kōji Shiraishi. Girato con lo stile del falso documentario, è tra i più importanti J-Horror del XXI secolo.

La videorecensione di Noroi – The cure

La trascrizione della video-recensione di Noroi

Sono qui per presentare il film Noroi – La maledizione di Kôji Shiraishi, un horror giapponese del 2005. Kôji Shiraishi ha fatto molti altri film di genere horror e commedie horror, però non hanno mai avuto la stessa notorietà, quantomeno in Occidente, e probabilmente gli altri titoli sono tutti inferiori. Questo invece è un titolo notevole che si inserisce nel filone found footage: sto parlando di quei film che usano come escamotage narrativo il ritrovamento di una videocassetta. In questo caso è girata da un documentarista che mostra ovvero racconta un qualcosa di terrificante, cioè un’indagine terrificante, e noi assistiamo a quello che lui ha vissuto.

Il filone è quello di Cannibal holocaust e The Blair witch project, film molto noti che hanno avuto grande successo e anche molto belli sinceramente, ai quali sono seguiti una marea di film molto deludenti: c’è stato un periodo in cui ne uscivano veramente tantissimi, tante imitazioni con poche idee se non quella di scimmiottare questa tecnica narrativa.
In questo caso il film è molto interessante perché esteticamente è proprio un mosaico di immagini, un mosaico estetico notevole perché affianca alle riprese con camera a mano, quindi dell’intervistatore che realizza il documentario seguito dal suo cameraman, affianca degli spezzoni di un programma televisivo, di una diretta televisiva o comunque di altra origine che sono chiaramente resi in maniera più realistica possibile, quindi ci sono proprio degli sbalzi sia di colori che… cambia tutto quando ci sono questi inserti.

L’indagine è molto serrata: vediamo questo giornalista / investigatore del paranormale che inizia a seguire il caso di una donna che è molto spaventata perché lei vive con suo figlio e sente dalla vicina arrivare dei pianti di neonati come se ci fossero molto neonati in quella casa, quando invece ci vive solo la sua nuova vicina con un figlio di 6-9 anni. A questo caso si affianca un’esperienza paranormale quasi di possessione o che era considerata una crisi in un’attrice, che peraltro interpreta se stessa del film: questa attrice, visitando di notte un tempio per un programma televisivo che è più di tipo umoristico, ha avuto una crisi e anche un’apparizione. A questo si affianca una bambina con poteri paranormali che durante alcuni esperimenti per un programma televisivo in cui vari bambini con questi poteri venivano messi insieme, in confronto l’uno con l’altro, anche lei ha una visione di un demone, e lo disegna su un foglio.

Tutti questi casi sembrano slegati ma un’indagine molto serrata porterà il giornalista a risalire all’origine del mistero. Tutto si conclude con un finale molto bello e abbastanza agghiacciante, perché il film è inquietante dall’inizio alla fine, come se ci fosse una presenza maligna che incombe, ma non sappiamo identificare da dove venga e chi sia il portatore di questa presenza maligna. Non fa veramente paura Noroi, però c’è sempre questa inquietudine dietro ogni scena.
Ma nel finale, invece, ti spaventi proprio, perché ci sono alcune scene di grande efficacia. Quindi anche un bel finale, possiamo dire decisamente un bel finale, per quello che è sicuramente uno dei migliori film del filone del finto documentale e anche uno dei migliori horror del nuovo secolo, forse non è i livelli proprio dei top, però si distingue decisamente dalla massa mediocre o sufficiente che ci propinano ogni anno.

Consiglio di recuperarlo e vederlo soprattutto in lingua originale coi sottotitoli. I film asiatici in lingua originale assumono tutta un’altra dimensione, perché hanno delle voci molto diverse come timbro dalle nostre e questo va a compensare un po’ l’assenza di fisicità tipica dell’etnia asiatica.

1 commento

  1. Heisenberg

    Vero, un horror originale che va sicuramente visto. Oro rispetto alla solita mondezza che mandano nei cinema.
    La scena che più mi ha inquietato comunque è stata probabilmente il vedere i cani morti nel bosco…non dico altro

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