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Scream (1996)

Recensito mercoledì 26 Gennaio 2022
Anno: 1996
Durata: 106 minuti
Regia: Wes Craven
Sceneggiatura: Kevin Williamson
Produttore: Cary Woods, Cathy Konrad
Cast: Neve Campbell, David Arquette, Courteney Cox

Una ragazza è in casa da sola, aspetta il suo ragazzo per vedere un film horror - "una cassetta" sigh - quando riceve una telefonata. Lo sconosciuto al telefono è simpatico, ma lei non ha voglia di fare conversazione e riattacca. Lui richiama più volte, finché inizia a svelare alcuni dettagli che inquietano la ragazza: conosce il suo nome, conosce il nome del suo ragazzo, e non solo: ha legato il fidanzato a una sedia e l'ha esposto in veranda. Se lei risponderà correttamente a due domande, il suo ragazzo vivrà, ma se sbaglierà...

Inizia così Scream, film scritto da Kevin Williamson e diretto da un mito del cinema horror: Wes Craven.

Voto

8

Una ragazza è in casa da sola, aspetta il suo ragazzo per vedere un film horror - "una cassetta" sigh - quando riceve una telefonata. Lo sconosciuto al telefono è simpatico, ma lei non ha voglia di fare conversazione e riattacca. Lui richiama più volte, finché inizia a svelare alcuni dettagli che inquietano la ragazza: conosce il suo nome, conosce il nome del suo ragazzo, e non solo: ha legato il fidanzato a una sedia e l'ha esposto in veranda. Se lei risponderà correttamente a due domande, il suo ragazzo vivrà, ma se sbaglierà...

Inizia così Scream, film scritto da Kevin Williamson e diretto da un mito del cinema horror: Wes Craven.

Scream inaugura gli slasher 2.0

Mettiamo subito in chiaro una cosa: Scream è una pietra miliare del genere horror. Uscito nel 1996, in colpo solo rivitalizza il genere slasher e crea un nuovo filone cinematografico, unendo lo slasher con la commedia adolescenziale.

i ragazzi di Scream
i ragazzi di Scream non vi ricordano, che ne so: Dawson’s Creek?

L’impatto sul cinema horror di Scream si misura facilmente: basta annotare l’elenco dei film affini che uscirono negli anni a seguire: So cosa hai fatto, Final destination, Urban legend… giusto per elencare i primi che mi sono venuti in mente. Inoltre, è molto probabile che Scream abbia favorito il prepotente ritorno delle commedie adolescenziali alla American pie e Road trip: il personaggio demenziale di Stuart assomiglia davvero tanto allo Stifler di American Pie, mentre il nerd Randy potrebbe essere trapiantato così com’è in una qualsiasi commedia.

Va anche detto, però, che Scream è debitore di Twin Peaks: l’imbranato vicesceriffo Linus, interpretato da David Arquette, richiama da vicino il vicesceriffo Andy, così come la protagonista Sidney Prescott (Neve Campbell) pare ispirata a Donna Hayward. Più in generale, Scream ripropone in salsa horror quella commistione di farsesco e drammatico tipica la serie tv di Frost e Lynch.

David Arquette e Courtney Cox in Scream 1996
David Arquette e Courtney Cox si sono conosciuti sul set di Scream e si sono sposati nel 1999. Curiosamente, il matrimonio è durato fino a Scream 4 (2011). Nel quinto capitolo (Scream del 2022) i due saranno ex sia nella realtà che nel film.

La sceneggiatura di Kevin Williamson

Kevin Williamson è l’autore di una sceneggiatura tutt’altro che banale (in seguito firmerà anche l’ottimo The faculty): la telefonata con cui inizia il film è scritta da dio, i personaggi sono tutti ben caratterizzati e mai ingenui come quelli di un Venerdì 13 qualunque; inoltre il serial killer…

Ghostface, l’assassino mascherato da fantasma

Un mantello nero e una maschera bianca di un viso deformato in un urlo è la mise indossata dall’assassino che uccide le sue vittime armato di coltello.

ghostface - scream 1996

Da una lato abbiamo una maschera entrata di diritto tra le più riconoscibili e celebri del cinema horror, dall’altro l’idea geniale di creare uno spietato killer tutt’altro che invincibile. Quando le sue vittime lo colpiscono con calci, pugni e oggetti, Ghostface accusa i colpi, cade a terra e soffre come una persona normale. Il cattivone di Williamson non è immortale come Michael Myers di Halloween o Jason Voorhees di Venerdì 13: si capisce fin da subito che si tratta di un uomo o una donna comuni, dotati di forza normale. Non c’è niente di soprannaturale in Ghostface.

L’incredibile finale di Scream (senza spoiler)

Nonostante tutto fili che è un piacere, Scream non sarebbe il film che è senza il suo bellissimo finale, che riserva un colpo di scena degno del miglior Dario Argento. La scoperta dell’identità del serial killer, anche se non impossibile da indovinare, non potrà non spiazzarvi… almeno in parte. E qui mi fermo.

L’assassino aveva messo a punto un piano perfetto, che l’avrebbe scagionato da qualsiasi accusa, ma un piccolo errore cambierà le carte in tavola e darà il via a una nuova lotta per la sopravvivenza, dove non è più chiaro chi sia il killer e chi la vittima.

Neve Campbell è Sidney Prescott in Scream

Ma Scream non è solo un ottimo horror, è anche un’altra cosa.

Scream, ovvero l’autocoscienza dell’horror

Fin da subito Scream si rivela la presa di coscienza di cos’è il cinema horror e ne irride i limiti, giocando a prendersi in giro.

In apertura c’è subito il riferimento a Nightmare e ai suoi beceri sequel – dovete sapere che Craven fu di fatto scippato della potestà di Nightmare, se ne riappropriò solo girando il settimo capitolo; a più riprese i vengono sottolineati i cliché che ammorbano il genere, come nella scena in cui Randy spiega agli amici le regole per sopravvivere in un horror:

Ci sono delle regole precise che devono essere rispettate se si vuole sopravvivere in un horror, va bene? E vado a incominciare. Numero uno: non si deve mai fare sesso. Mai! No! È proibito! È proibito! Sesso uguale morte! Va bene?! Numero due: mai ubriacarsi o drogarsi. No, perché è il peccato, peccato per estensione della regola numero uno. E numero tre: mai, mai e poi mai, in nessun caso dire: «torno subito», perché non si torna più!

Gli stereotipi dell’horror vengono ridicolizzati creando situazioni ideali per i jump scare per poi disattenderle: ad esempio un personaggio apre l’anta dell’armadio o la porta del frigo, e ci si aspetta che quando la chiude appaia l’assassino, ma non accade. O almeno, non sempre…

Scream gioca con il cinema horror e il suo spettatore fino in fondo, senza per questo sfociare apertamente nella commedia o rinunciare a essere, appunto, un film horror.

No, Sid! Non dare la colpa al cinema. I film non fanno nascere nuovi pazzi, li fanno solo diventare più creativi.

l’assassino a Sidney Prescott

Scream è la terza pietra miliare che Wes Craven ci regala, dopo L’ultima casa a sinistra (1972) – il primo revenge movie horror – e il leggendario Nightmare – Dal profondo della notte (1994). Una in ogni decennio: non male, Wes.

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