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Leggendo I fratelli Karamàzov

Scritto martedì 14 Settembre 2010

Voto

8

Sono a pagina 529, quattro pagine oltre la metà dei Fratelli Karamàzov. Mi sento come un pesce in mezzo al mare… sballottato nelle vicende a tratti melodrammatiche di tre fratelli diversi in tutto ma uniti dallo stesso padre, un vecchio falso, lascivo e ubriacone.

Volevo concedermi giusto un paio di riflessioni su quello che molti considerano il più grande romanzo mai scritto.

L’inconcepibile e spiazzante vastità dei Fratelli Karamàzov

Pur avendo letto altri tomi simili, devo ammettere che mi sono avvicinato solo ultimamente alla letteratura russa. Forse anche per questo motivo non ho mai letto nulla di così tentacolare. Un romanzo con dentro tanti romanzi. Basti pensare alla storia dello starec Zosima: 50 pagine che sbucano dal nulla, contenenti le memorie e la filosofia di un personaggio che di lì a poche righe sarebbe morto.

Perché questa fatica?

Insomma, cosa pensava il grande uomo russo Fëdor Michajlovič Dostoevskij mentre scriveva un romanzo sconfinato come I fratelli Karamàzov? Come poteva concepire tanta profondità, ricchezza di esperienze e di vedute, di particolari e di personaggi, e perché raccontarla?

Pur tenendo conto che il romanzo in origine è stato pubblicato a puntate su una rivista, l’unica risposta che mi sembra accettabile è uno sconfinato amore per l’uomo.

Tutto il romanzo non è forse un tentativo massiccio di risvegliare la coscienza dell’uomo moderno? Scuotendolo dal lato intellettuale con il personaggio di Ivan Karamàzov, da quello istintivo-emozionale con Dimijtri Karamàzov, e colpendolo al cuore con Alëša, che è poi il personaggio principale, quello per cui è stato scritto il romanzo.

PS: leggi anche il seguito di questo articolo: La divina umanità di Alesa. Quel che resta de I fratelli Karamàzov

1 commento

  1. marina sangiorgi

    sono completamente d’accordo. I Karamazov sono una fatica che vale la pena! è una lettura che dà quell’esultanza che a volte ti viene da saltare e ridere mentre leggi(di Dimitri e Katerina Ivanovna, per esempio) e poi chiudi il libro e ci pensi e fai anche un giretto per la stanza pensando a loro, e si è perfino contenti di essere venuti al mondo così che si è potuto leggere un pezzo dei Karamazov, tra le altre cose belle.

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