Scorpions – Lovedrive

La copertina dell'album Lovedrive degli ScorpionsIn principio erano gli Scorpions

Breve autobiografia di un’infatuazione musicale giovanile

Gli Scorpions sono stati un gruppo fondamentale per la mia cultura musicale; bellissimo da ascoltare e da scoprire.

Ovviamente, tutto è partito da Wind of change, che mi portato ad ascoltare gli album precedenti, quelli di maggior successo. Ma è stata la raccolta Hot & Slow – Best Masters of the 70’s, il loro best of degli anni ’70 scovato nel defunto negozio della Virgin di Bologna, ad aprirmi gli occhi sulla grandezza, la varietà e la profondità della loro storia musicale. Brani come Virgin killer e Dark lady, molto Deep Purple, ma soprattutto la suite Fly to the rainbow – chissà quante volte l’avranno ascoltata i Guns N’ Roses di November rain – permisero a un ragazzetto qual ero di abituarmi a sonorità che poi andai a ricercare in tante band storiche: dai King Crimson ai Deep Purple, dai Blue Öyster Cult ai Black Sabbath.

Lovedrive, il disco spartiacque

Scegliere un solo album degli Scorpions da inserire in questo sito è stato arduo. Negli anni ’70 e ’80 la band tedesca ha sfornato una caterva di buoni dischi, senza piazzare mai il capolavoro. Indeciso fino all’ultimo fra Lovedrive e Love at first sting – quello di Rock you like a hurricane e Still loving you – ho optato per il primo per due semplici motivi:

  • la compattezza del progetto: 8 canzoni vere, senza riempitivi, con un buon equilibrio fra brani hard rock e ballate, nonché con il miglior pezzo strumentale del gruppo (Coast to coast)
  • Lovedrive è l’album della svolta: Matthias Jabs sostituisce Ulrich Roth alla chitarra solista e nasce un sound più metallico ma anche più dolce che, senza etichettare come “commerciale” la band (a quello penseranno gli album da Wind of change in avanti), aiuta gli Scorpions a raggiungere il successo planetario con una sfilza di inni da stadio e ballate memorabili.

Dentro Lovedrive

L’esperienza musicale di Lovedrive comincia dalla copertina, ipnotica e inspiegabile (non ho mai capito che cosa colleghi la mano del tizio al seno della tizia).

Il disco comincia a bomba con Loving you sunday morining e, per non sbagliare, accelera a mille con la metallara Another piece of meat, poi gli Scorpions tirano il fiato ed ecco la prima ballata, Always somewhere, uno dei loro brani migliori. In 3 canzoni hanno condensato emozioni così diverse che raramente si trovano in un solo album.

Dopo la strumentale Coast to coast – carina, ma non mi farà mai spellare le mani – c’è Can’t get enough in odore di Led Zeppelin (con le dovute proporzioni) e un altro pezzo da novanta: Is there anybody there? che, con il suo incedere ammiccante, è pronta a conquistare anche il pubblico mainstream. La successiva Lovedrive, però, ci ricorda a suon di acuti e assoli che stiamo ascoltando un disco hard rock.

Siamo già giunti al termine del viaggio, ed è un finale malinconico – come tutti i finali dovrebbero essere – affidato alla nenia di Holiday: il sogno di una vacanza insieme, lontano da casa, lasciando indietro i problemi per cercare un po’ d’amore. La coda in dissolvenza non lascia presagire chissà quale successo della vacanza, al contrario di quanto accadrà agli Scorpions, che negli anni ’80 troveranno la consacrazione definitiva.

Scorpions – Lovedrive (1979)

  1. Loving You Sunday Morning
  2. Another Piece of Meat
  3. Always Somewhere
  4. Coast to Coast
  5. Can’t Get Enough
  6. Is There Anybody There?
  7. Lovedrive
  8. Holiday