Questo è un gran giorno perché da oggi…
- non ho più impedimenti, ma semplici impegni
- il vocabolo “Sì” significa di nuovo “Sì”
- si può fare il bidè (anche più volte al giorno per gli appassionati)
- non serve più il valium contro l’ansia da schede sovrapposte
- gente che non va in chiesa dal ’15-’18 torna a essere in disaccordo col Papa
- la Befana non porterà ai bambini cattivi scorie nucleari, ma il solito carbone
- qualcuno non saprà più cosa scrivere su Facebook
In tutto ciò, quella di Fukushima torna a essere una tragedia e un dramma umano che non ha bisogno di strumentalizzazioni politiche per essere ricordato, partecipato, pregato. E può aprire una domanda che va oltre ai “sì” e ai “no”, alle leggi da promulgare o da abrogare: c’è qualcosa che salva la vita o è tutta solo una battaglia di voti, di numeri, di idee?
Non astenetevi da questa domanda.
Un giudizio bellissimo. Ironico, puntuale, aperto, sentito. Anche perché non è un giudizio con cui essere d’accordo, ma da seguire. Non mi astengo.