Il cinema italiano è morto?

8 Feb 2008 | Cultura | 0 commenti

C’è chi pensa che il cinema italiano sia defunto, che a rappresentare il tricolore siano solo i vari Vacanze di Natale, le commediole di Pieraccioni (eppure Il ciclone era una gran commedia!) o i lungometraggi dei comici (Aldo Giovanni e Giacomo, Checco Zalone, I fichi d’india…).

Il cinema italiano negli anni ’40-’70 produceva pellicole strepitose, vinceva premi in tutto il mondo e si proponeva come prodotto culturale di alto livello. C’erano Luchino Visconti, Federico Fellini, Vittorio De Sica, Michelangelo Antonioni, Roberto Rossellini, Mario Monicelli, Dino Risi, Mario Bava, Sergio Leone… ma anche Pietro Germi, Gianni Amelio, Elio Petri, Paolo e Vittorio Taviani, Pupi Avati, Ermanno Olmi, e via di seguito.

Poi il crollo, in concomitanza con l’avvento della commedia sexy e la smarrita capacità di raccontare e raccontarsi.

Eppure qualcosa è sopravvissuto. Il cinema italiano, quello vero, quello che sa e può stupire il mondo, c’è ancora e vive grazie a un pugno di grandi registi e attori. Ecco un elenco delle opere che meritano di essere viste.

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