La terra trema (1948)

Recensito venerdì 28 Agosto 2026

Anno: 1948

Durata: 2 ore 42 minuti

Regia: Luchino Visconti

Sceneggiatura: Antonio Pietrangeli e Luchino Visconti

Produttore: Salvo D'Angelo

Cast: Antonio Arcidiacono, Giuseppe Arcidiacono, Agnese Giammona

Voto

7.5

La terra trema è il secondo film di Luchino Visconti. Il grande regista e sceneggiatore italiano realizza un'opera ambiziosa: un film di 2 ore e 40 minuti recitato in dialetto siciliano da attori non professionisti scelti tra gli abitanti di Aci Trezza.

Doveva essere un documentario propagandistico, poi una trilogia...

Il film, conosciuto anche come La terra trema - Episodio del mare, sarebbe dovuto essere il primo episodio di una trilogia della miseria che non è mai stata realizzata: dopo questo film, incentrato sui pescatori, gli altri due avrebbero visto protagonisti i minatori delle zolfare e i contadini.

In realtà in origine non doveva neppure essere un film, ma un documentario finanziato dal Partito Comunista per fare propaganda elettorale, ma Visconti cambiò idea arrivato in Sicilia, virando su un lungometraggio ispirato ai Malavoglia di Giovanni Verga. Il film, ovviamente, cambiò finanziatore: dal Partito Comunista alla casa di produzione cattolica Universalia.

Un film-verità duro ma non disperato

La terra trema rinuncia alla spettacolarizzazione in favore di uno stile quasi documentaristico. La visione ci immerge nel microcosmo di Aci Trezza, una cittadella di poveri pescatori che vengono vessati dai grossisti del pesce. Il figlio maggiore della famiglia Valastro, 'Ntoni, convince i familiari a ipotecare la casa per poter acquistare una barca e rendersi indipendenti dai grossisti. Se le cose vanno bene, diventeranno ricchi...

Naturalmente tutto va' a ramengo e i Valastro cadono in disgrazia. 'Ntoni e sua sorella Mara non possono più sposarsi, un fratello minore scappa di casa e l'anziano padre viene ricoverato in ospedale a Catania; infine perdono la casa, 'Ntoni diventa un ubriacone e la sorellina Lucia viene sedotta dal maresciallo della guardia di finanza.

La luce nel buio dell'umanità

Antonio Arcidiacono ('Nntoni) in una delle ultime scene de La terra trema di Luchino Visconti
Antonio Arcidiacono ('Nntoni) in una delle ultime scene de La terra trema

Tutto sembra volgere al peggio e, a essere onesti, un lieto fine non c'è: l'ingiustizia sociale sembra invincibile e i poveri pescatori sono destinati a rimanere tali, perché manca loro quell'unità necessaria a presentare con forza le istanze di classe, tuttavia...

In una delle ultime scene 'Ntoni, ormai convinto a ritornare a fare il pescatore al soldo dei grossisti, si imbatte nella sua imbarcazione: alcuni falegnami la stanno riparando e una bambina che gioca nei dintorni lo riconosce e lo saluta. Conscia della sua povertà, gli dice di slancio:

Se ti potessi aiutare, io ti aiuterei!

Questa mano tesa, inattesa ma anche - purtroppo - inutile, è un atto di bontà gratuito, il primo che 'Ntoni riceve da quando è caduto in disgrazia. Allora il ragazzo risponde:

Bisogna che impariamo a volerci bene l'un l'altro, e a essere una cosa sola. Allora sì che si può andare avanti!

Quello cui anela 'Ntoni non è solo la lotta di classe, necessaria per evitare lo sfruttamento più feroce, ma una solidarietà amorevole senza la quale non è possibile vivere bene. Ad Aci Trezza, paesino dove tutti conoscono tutti, mancava proprio l'essenziale: erano forse più gli aspetti che tenevano a distanza e quasi in competizione le diverse famiglie di quelli che le univano nell'auspicata fratellanza.

La terra trema è un film "vecchio" reso ancor più ostico dalla durata, dal ritmo narrativo e dalla lingua siciliana, ma, come tutte le grandi opere, riesce a parlarci ancora oggi, a quasi 80 anni dall'uscita nelle sale.

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