Chissà dove ho tirato fuori questo gruppo. E chi se lo ricorda più. Principalmente, è stato il titolo ad attirarmi: così denso di malinconica ironia, come resistergli? Poi, a cantare è il figlio di Sting. Non amo Sting e non ho mai apprezzato i Police: forse in me covava la profonda speranza che suo figlio potesse far meglio di lui.
Innanzitutto, quando uscì questo album nessuno lo prese in considerazione. Ora forse qualcuno conosce i Fiction Plane per il successivo Left side of the brain, che forse sarebbe un bel disco se avessero usato anche la parte destra del cervello.
Fatto sta che Everything will never be ok è un formidabile ensemble di rock melodico che trova i suoi apici nella supersonica e pacifista Soldier machismo, la title track e la soffusa Fallow. Ma sono tutte così caratterizzate, rifinite, che davvero meritano un ascolto.
I testi vanno da banalissimi anathem adolescenziali (Touch me cause my daddy’s rich / Marry into bigger fish / Tell me I’m your dearest honey / Think that I’m just easy money) a più impegnative riflessioni / depressioni (Every time I wake up it’s a brand new day / And I realize my body’s designed to die), in un’alternanza che riproduce la vita di questi ragazzi in tutti i loro momenti, siano essi spensierati, tristi, carichi, teneri o disillusi.
Peccato che nel successivo album si siano ripetuti solo in sporadici episodi.
- Listen to my babe
- Everything will never be ok
- Cigarette
- Hate
- Soldier machismo
- I wish I would die
- Fallow
- Real real
- Everybody lies
- Sickness
- Silence
- Wise
- bonus track: Bongo

Potete anche fare a meno di ascoltare il loro terzo album, Sparks (2010).