Invito alla lettura di La bella estate di Pavese
Sto leggendo un libro meraviglioso di Pavese, La bella estate. Sono tre racconti lunghi e molto diversi tra loro, che danno uno spaccato sincero e vivo dell'Italia novecentesca.
Lo definisco meraviglioso per due motivi. Il primo: la malinconia che permea tutto il racconto, anche le vicende allegre. Questa non è una malinconia di forma, è la malinconia con cui Pavese guardava le cose.
Il secondo: il modo in cui Pavese fa crescere una storia. Racconta, gira intorno alle cose, nell'attesa di un fatto significativo, rivelatore, ma poi questo fatto non arriva e rimane solo la vita dei suoi personaggi, dell'autore stesso.
Non è semplice narrativa, è un'esistenza. Ed è anche poesia:
Una lucciola attraversò la strada balenando, come una sigaretta che brucia da sola
Cesare Pavese, "Il diavolo sulle colline" in La bella estate, Einaudi
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